Le mie peripezie sui potenti automezzi del Gruppo Torinese Trasporti proseguono. Sabato mattina, non è presto ma ho ugualmente sonno perchè ho fatto tardi, salgo sul mio bellissimo autobus blu con destinazione extraurbana. Semi vuoto, nessuna traccia di vecchi con ananassi, mi posiziono come al solito in stile "non fateci caso ho appena derubato il suk di Casablanca", lettore mp3 abbastanza sparato nelle orecchie per resistere alla musica mediamente truzza che fuoriesce dalle radio di tali automezzi, credo finalmente di potermi godere in pace il paesaggio...
Invece no, nuovi personaggi sono in agguato, lì, alla stra popolosa fermata di piazza Carducci. Due giovani salgono ma non trovano posto affiancati. Uno si siede immediatamente dietro di me, l'altro alla stesso posto dall'altra parte del corridoio. Giovani studenti, fin qui va bene, bruttarelli, ma non è colpa loro, con un profumo appestante, ma si può tollerare fin quando non cominciano a parlare o, per meglio dire urlare, della loro carriera di futuri medici. Sono infatti due iscritti a medicina che però parlano in uno strano misto tra lo scaricatore di porto e il macellaio.
Hanno appestato tutto il pullman, con gente che tornava a casa giusto per pranzo, con discorsi nell'ordine:
- Autopsia: fa schifo o no?
- Simulazione di operazioni, con relativa indicazione di quanto si può tagliare da ogni organo.
- Test di laboratorio: i più schifosi; probabilmente li fanno fare a loro perchè sembrano simpatici come un escherichiacoli (non so se si scriva così).
- Fertilità: sbandierando in piazza gli esami più imbarazzanti, la temperatura interna del walter e affari privati di una giovane coppia che evidentemente non sapeva che i loro problemi in camera da letto sarebbero diventati anche quelli di tutto il Torino- Alba delle 11 del 12 aprile.
Finalmente arriva la mia fermata di discesa; scarico tutta la mercanzia e respiro un po' di aria pulita. Ancora poco e li avrei colpiti molto forte coi tacchi delle scarpe che custodivo in valigia, almeno avrebbero avuto modo di performare un intervento di vera emergenza!