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giovedì, 30 ottobre 2008

Il caffè va gustato

E' per questa ragione che bisogna diffidare dei parenti che all'improvviso vengono colti da un irrefrenabile desiderio di offrirti la colazione al bar sotto casa, o quantomeno bisognerebbe essere colti da un ragionevole sospetto. Perchè sarà proprio mentre si sorseggia il proprio caffè che si verrà colti da un irrefrenabile morbo sputacchiero all'ennesima domanda sulla data del proprio matrimonio.
Allora parenti tutti sappiate una cosa: no, non mi sposo, ne adesso ne nell'immediato futuro, sono allergica all'istituzione matrimonio, mi da fastidio perdere tempo e anni a decidere quale sia il migliore vestito, location, ristorante per far sedere a tavola voi e riempirvi la pancia e farvi sfoggiare il vostro guardaroba nuovo di pacca. Non mi travestirò mai da meringa, se mai decidessi a compiere il grande passo saremmo in dieci massimo perchè detesto sentirmi osservata e poi grigliatone in jeans per tutti. Detto questo preferisco investire il mio magro stipendio in altre cose piuttosto che darvi roba da mangiare che basterebbe per le prossime sette generazioni: tipo magari avere i soldi da investire nei mobili della mia futura casa potrebbe essere un'idea più brillante, un viaggio per divertirmi ogni tanto alla facciazza vostra, vestiti per me che posso mettere quando voglio senza aspettare matrimoni per tirarli fuori dalla formalina.
Per il resto si accettano contributi spontanei...

P.S: Sappiate che se continua con questa musica io al rituale pranzo di Natale mi dissocio e vado a sedermi a tavola con i bambini, di compagnia più originale, brillante e divertente! Tiè!

postato da: laurabionda alle ore 10:31 | link | commenti (3)
categorie: famiglia, ironia, nevrosi, matrimonio
martedì, 28 ottobre 2008

Nevrosi urbane moderne

Mi è bastata un'ora e mezza di fila al centro per i prelievi del sangue con mia zia per capire che se mai venissero indette le Olimpiadi Speciali per le famiglie disfunzionali, la mia sicuramente potrebbe aspirare a ottenere un buon piazzamento.
Roba che Dynasty ci fa una pippa: adesso aspetto solo più di sapere che ho un fratello segreto nascosto dietro il tronchetto della felicità in cucina e poi siamo veramente in regola per partecipare al concorso per sceneggiatori di Beautiful. Parenti più o meno lontani che fanno firmare testamenti a parenti analfabeti e li mortacci loro se avanzasse mai qualcosa anche per noi, tresche losche celate per anni che altro che Febbre d'Amore e tutta la famiglia che si candida a spodestare Raffaella Carrà dalla conduzione della prossima edizione di Carramba.
In tutto questo occorre anche affrontare le incombenze di lavoro: i tecnici Telecom che hanno la stessa voglia di lavorare che ho io di correre la mezza maratona: così intervengono sulla mia linea nella loro ora di lavoro ma aggiungendomi ore extra di straordinari., permettendosi anche di fare gli spiritosi se l'autobus tarda. Rispetto a te sono comunque un'ora e più in anticipo sulla tabella di marcia, pezzo di idiota! Se non mi mettete una super ADSL vi rinchiudo a vita in uno degli scomparti segreti dell'ufficio!
Inoltre la commercialista continua a perdersi i pezzi di fatture, non guarda i documenti, si dimentica, poi rimane indietro e tocca a me fare anche il suo lavoro; chissà lei come se la cava col mio...Fortuna che è una settimana corta!

postato da: laurabionda alle ore 19:55 | link | commenti (4)
categorie: gossip, famiglia, lavoro, antropologia, cronaca, ironia
lunedì, 27 ottobre 2008

L'umanitĂ  dal medico (seconda puntata)

Odio andare dal medico; quelle interminabili file con tutti che tossiscono e la sala d'attesa che in breve diventa salubre come un lazzaretto. Le persone che tirano fuori il peggio di se quando devono farsi scrivere una medicina. E poi loro, delle vere istituzioni di ogni studio medico, i pensionati spargi- panico.
Si tratta di veri seminatori di ipocondria, con tanto tempo libero e poche attività significative con cui occuparlo; eccoli formare dei veri e propri crocchi, dove si parla di tutto, una specie di succursale del bar Sport ma un po' più eterodossa, perchè qui anche le donna hanno diritto di parola. E giù a raccontarsi di disgrazie, malanni più o meno orrificanti e, ovviamente, funerali.
Si sprecano ogni sorta di banalità, ma soprattutto hanno il potere di far sorgere negli altri avventori, pazientemente in attesa del loro turno, il sospetto dei sintomi di almeno quattro malattie diverse, molte volte inconciliabili e sicuramente mortali. Fanno più diagnosi che lo stesso medico, anzi a volte si suggeriscono improbabili cure tra di loro, forse con la segreta speranza di eliminare in tal modo un elemento della lunga fila d'attesa.
Quando ciò comincia non c'è che una soluzione:impossessarsi in corsa delle ricette e scappare dalla scala più vicina!

postato da: laurabionda alle ore 09:24 | link | commenti (5)
categorie: antropologia, ironia, dottore
venerdì, 24 ottobre 2008

W la squola!!

Credevo di essermi lasciata i fasti dell'adolescenza alle spalle ormai da qualche tempo. Questioni contrattuali invece mi impongono di tornare, e neppure per un breve periodo, in un contesto di simil classe, giusto per ricordarmi come sia stato possibile che sia emersa da periodo tanto infausto e rinverdirne i gloriosi fasti.
Tutto funziona come un microcosmo scolastico: gli asini disturbanti, i truzzi, le fanciulle che passano tutto il loro tempo a testare sculettando mise improponibili. Antropologicamente è invece un osservatorio fantastico! Persino gli insegnanti sembrano le reincarnazioni giovani dei loro predecessori, con identici tic e nevrosi.
Per ora è persino divertente...

postato da: laurabionda alle ore 17:54 | link | commenti (1)
categorie: vita, antropologia, ironia, adolescenza

Santi subito

"Piuttosto che uscire con lei cerco un'uscita secondaria." Eugenio Scalfari
"E' un energumeno tascabile" Massimo D'Alema.

Finalmente qualcuno che fa opposizione....

postato da: laurabionda alle ore 17:47 | link | commenti (4)
categorie: politica, cronaca, satira
martedì, 21 ottobre 2008

Think big

Ci siamo: al governo del danneggiamento compulsivo non basta dare il colpo di grazia a istruzione e finanza; ecco i nostri prodi alle prese con la distruzione dell'ambiente: ebbene si, perchè come ben si sa, su orgogliosamente italica proposta, si sta procedendo a presentare una domanda per la sospensione del protocollo di Kyoto.
Ora non penso che un embolo di massa colpirà tutti i membri del Parlamento europeo che approveranno la ratificazione di questa proposta, ma allo stesso tempo questa iniziativa rappresenta un altro momento emblematico della attuale legislatura. Del resto che importa dell'ambiente a persone che possono comprarsi un atollo per scappare all'inquinamento dell'hinterland milanese?
Di nuovo non posso che augurarvi ogni bene, cari politici, e ricordarvi che la vostra lungimiranza farà si che la vostra preziosa isoletta non diventerà altro che la prossima Atlantide, perduta a seguito dello scioglimento dei Poli a cui voi stessi avete contribuito: complimenti, l'idiozia vi appartiene, è iscritta nel vostro DNA.

postato da: laurabionda alle ore 18:55 | link | commenti (4)
categorie: politica, ambiente, cronaca, ironia
lunedì, 20 ottobre 2008

L'ignoranza al potere

Non ne posso più: non voglio più aprire il giornale perchè il solo scorrere dei titoli mi provoca un immediato riflusso gastrico. So di commentare notizie già un po' vecchie ma la settimana scorsa è stata lavorativamente impegnativa e scarsamente produttiva a livello di creatività.
Mi inserisco immediatamente nel dibattito su Roberto Saviano; a parte scontati incoraggiamenti e aldilà di ogni ipocrisia non posso eccepire nulla alla sua scelta di andarsene dall'Italia. E' piuttosto il crollo definitivo di ogni forma di istituzione che mi preoccupa; mi preoccupa un ministro dell'Interno che non difende uno dei migliori talenti del nostro paese per cecità e partito preso. A lui posso soltanto chiedere perchè non parte insieme ad Elton John di durata illimitata alla ricerca degli occhiali più cretini che siano comparsi sul pianeta terra; possibilmente un viaggio di sola andata, amen, grazie.
Al sempre baldo sindaco di Verona, che ha ben pensato di alienare gli spazi di un museo per costruirci sopra un altro bel centro commerciale perchè tanto la cultura non rende vorrei dire tante altre cose; la più gentile è che l'invertebrato prodotto di una sottocultura che promuove il valore dell'ignoranza: basta vedere chi è ministro della Cultura in Italia per rendersi conto che c'è poco spazio per ben sperare.
Terza e ultima questione. Al crollo dei mercati si è trovata risposta nell'appello ai cordoni dello stato, mucca sempre provvidamente pronta ad essere spremuta.
La partenza  per Marte sembra essere sempre più una necessità.

postato da: laurabionda alle ore 10:06 | link | commenti (4)
categorie: politica, cronaca, satira, societĂ 
mercoledì, 15 ottobre 2008

Aspetti inquietanti

Non so voialtri ma a me quando Silviuccio e Giulietto ministruccio dell'economia si mettono a parlare di finanze mi prende impellente il bisogno di cucirmi quei pochi, miserrimi soldi che ho nel materasso.
Sarà quella "erre" moscia, quell'aria da Quattrocchi primo della classe, ma è assodato che con anni e anni di finanziare champagne ora Tremonti non è proprio che possa candidarsi al prossimo Nobel per l'economia. Silvio non ne parliamo, nella sua fretta di essere Presidente "ghe faso tuto mi" del Consiglio (d'amministrazione) dispensa a destra e a manca consigli per gli investimenti: una specie di variante borsistica degli spot delle sue televisioni.
Nel pratico sicuramente qualcosa che non va in quest'economia c'è: oggi sono andata a fare la spesa e per due kg di mele più uno e mezzo di banane ho speso 7 euro; ne ho avuto un'immagine inesorabilmente triste. Il negozio di oreficeria, precedentemente frutta e verdura, deserto, ma nel negozio di abbigliamento dove mi ero recata poco prima sembrava impossibile trovare qualcosa che non fosse arrivato il giorno prima.
Rimarremo in mutande metaforicamente, ma mai fisicamente: che consolazione!!

postato da: laurabionda alle ore 19:12 | link | commenti (6)
categorie: politica, economia, antropologia, ironia, societĂ 

Tempi bui

Non so se è un'epidemia, ma in questo periodo l'ispirazione postereccia langue; i giornali non mi hanno particolarmente fulminato, l'osservazione antropologica, dopo gli exploit di venerdì scorso, è stata a dire il vero assai scarsa. Però ho in ballo un paio di trasferte lavorative venerdì e sabato; sicura di raccogliere quindi presto nuovo materiale non posso che dirvi: state in campana, tornerò presto!

postato da: laurabionda alle ore 11:02 | link | commenti
categorie:
sabato, 11 ottobre 2008

Cronaca di un viaggio annunciato

Ieri mattina, ad un'ora per me antelucana, mi dirigo alla stazione per prendere il treno che mi porterà alla meta del mio viaggio di lavoro.
Trovo il mezzo, sacramento abbondantemente contro tutte le obliteratrici di Porta Nuova che, da sempiterna regola, non funzionano mai e finalmente mi siedo nel mio posticino. Sono inoltre felice di scoprire che topi, vivi o morti, non pascolano nello scompartimento, non c'è aria di pulci o zecche e i sedili sembrano nuovissimi o, quantomeno, decentemente puliti.
Sarebbe perfetto; l'idillio con Trenitalia si interrompe bruscamente a Vercelli quando una posse di cinque programmatori invade il mio scompartimento. Dei nerd da manuale: gente che solo perchè sa come funziona un processore è convinta di avere in mano le chiavi del mondo e della conoscenza; uno di questi è compulsivamente dipendente dal pc, lo accende persino in treno, ovviamente credo per giocare a solitario. Due leggono National Geographic facendosi surreali domande su come il fotografo avrà fatto a riprendere tutti quegli elefanti insieme: secondo me è risulta più semplice che coordinare un servizio fatto solo da veline. Tutti sono vestiti in dei modi talmente improponibili che mi viene da cercare di convincerli a frequentare qualche corso di rieducazione alla percezione visiva. Del gruppetto fa parte anche una simpatica donnina, da me subito soprannominata "signorina Rottenmaier" per la sua evidente simpatia che trasuda da ogni poro: non parla, sentenzia in maniera inappellabile.
Per fortuna Milano Centrale mi solleva dal peso di queste persone lievi come un elefante parcheggiato sulla cassa toracica e proseguo e termino il mio viaggio, sicura che al ritorno non potrà che andare meglio.
Mi accorgo che non c'è limite al peggio già cinque minuti dopo essere salita sul treno del ritorno; vi assicuro che non c'è mai stato viaggio più lungo: due ore e mezza bloccata di fronte a due elettori del partito del pelatone!!
Siccome è un Eurostar il dramma consiste nel fatto che non mi posso lanciare dal treno in corsa, perchè i finestrini non ci sono, e neanche posso riservare lo stesso trattamento ai due idioti che la sorte mi ha destinato come compagni di viaggio. Con uno sguardo simile a quello della tipa de "l'Esorcista", ascolto i dialoghi tra i due come se avessi davanti Breton e Dalì; in breve mi accorgo che ho semplicemente davanti due casi umani di idiozia epica: non si spiega altrimenti l'affermazione del tronfio signore che dice convinto che "in Italia i giornali sono tutti in mano alla sinistra".
Il Signore che abita in alto, che evidentemente vuole impartirmi una lezione per l'intolleranza già dimostrata al mattino, mi affligge della loro presenza fino a Torino; quando si avvicina la mole di Porta Susa vorrei fare come il Papa e baciare il cemento del marciapiede.
Al fine le nostre strade si separano, non può mancare ovviamente l'augurio di un attacco di bifidus essensis permanente che li tenga lontani dalla vita pubblica, soprattutto quando è ora  di andare a votare!

postato da: laurabionda alle ore 10:55 | link | commenti (7)
categorie: viaggi, politica, lavoro, ironia, trasporti