Ieri mattina, ad un'ora per me antelucana, mi dirigo alla stazione per prendere il treno che mi porterà alla meta del mio viaggio di lavoro.
Trovo il mezzo, sacramento abbondantemente contro tutte le obliteratrici di Porta Nuova che, da sempiterna regola, non funzionano mai e finalmente mi siedo nel mio posticino. Sono inoltre felice di scoprire che topi, vivi o morti, non pascolano nello scompartimento, non c'è aria di pulci o zecche e i sedili sembrano nuovissimi o, quantomeno, decentemente puliti.
Sarebbe perfetto; l'idillio con Trenitalia si interrompe bruscamente a Vercelli quando una posse di cinque programmatori invade il mio scompartimento. Dei nerd da manuale: gente che solo perchè sa come funziona un processore è convinta di avere in mano le chiavi del mondo e della conoscenza; uno di questi è compulsivamente dipendente dal pc, lo accende persino in treno, ovviamente credo per giocare a solitario. Due leggono National Geographic facendosi surreali domande su come il fotografo avrà fatto a riprendere tutti quegli elefanti insieme: secondo me è risulta più semplice che coordinare un servizio fatto solo da veline. Tutti sono vestiti in dei modi talmente improponibili che mi viene da cercare di convincerli a frequentare qualche corso di rieducazione alla percezione visiva. Del gruppetto fa parte anche una simpatica donnina, da me subito soprannominata "signorina Rottenmaier" per la sua evidente simpatia che trasuda da ogni poro: non parla, sentenzia in maniera inappellabile.
Per fortuna Milano Centrale mi solleva dal peso di queste persone lievi come un elefante parcheggiato sulla cassa toracica e proseguo e termino il mio viaggio, sicura che al ritorno non potrà che andare meglio.
Mi accorgo che non c'è limite al peggio già cinque minuti dopo essere salita sul treno del ritorno; vi assicuro che non c'è mai stato viaggio più lungo: due ore e mezza bloccata di fronte a due elettori del partito del pelatone!!
Siccome è un Eurostar il dramma consiste nel fatto che non mi posso lanciare dal treno in corsa, perchè i finestrini non ci sono, e neanche posso riservare lo stesso trattamento ai due idioti che la sorte mi ha destinato come compagni di viaggio. Con uno sguardo simile a quello della tipa de "l'Esorcista", ascolto i dialoghi tra i due come se avessi davanti Breton e Dalì; in breve mi accorgo che ho semplicemente davanti due casi umani di idiozia epica: non si spiega altrimenti l'affermazione del tronfio signore che dice convinto che "in Italia i giornali sono tutti in mano alla sinistra".
Il Signore che abita in alto, che evidentemente vuole impartirmi una lezione per l'intolleranza già dimostrata al mattino, mi affligge della loro presenza fino a Torino; quando si avvicina la mole di Porta Susa vorrei fare come il Papa e baciare il cemento del marciapiede.
Al fine le nostre strade si separano, non può mancare ovviamente l'augurio di un attacco di bifidus essensis permanente che li tenga lontani dalla vita pubblica, soprattutto quando è ora di andare a votare!