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giovedì, 27 novembre 2008

Si siedi Fantocci

Quella fantastica sensazione per cui dopo che ti sei fatto un mazzo tanto qualcuno si appropria dei tuoi meriti e vorresti azzopparlo; quelle urla da psicopatici per spostare un pezzo di cinque centimetri; la sensazione di inadeguatezza totale; quella voglia di omicidio quando ti chiudono, senza salvare ovviamente, un documento su cui ti sei cavata gli occhi; i tempi che stringono inesorabilmente e tutti che cominciano a correre in cerchio e la voglia matta di dire "ve l'avevo detto".
Questo va sotto il nome di sindrome di Fantozzi, questo e molto altro; e la tensione sale, giorno dopo giorno...

postato da: laurabionda alle ore 10:40 | link | commenti (5)
categorie: lavoro, ironia
mercoledì, 26 novembre 2008

Mi auguro

Voglio sperare che certi titoli di giornale siano mero sensazionalismo, altrimenti ci tocca indagare assai in profondità sui mali che sempre di più attanagliano questa società ormai giunta all'ammazza caffè.
E' di ieri la notizia che sono stati finalmente assicurati alla giustizia i quattro ragazzi che ammettono di aver appiccato il fuoco a un barbone a Rimini. "Volevamo divertirci", questa l'inqualificabile giustificazione addotta dal gruppo; sai lui come se l'è spassata, viene semplicemente da ribattere. Poi però si fissa meglio il giornale, da dove ci si aspetta di vedere emergere delle immagini proto-neandartheliane, da minus habens, perchè probabilmente sarebbe più facile individuare in un evidente deficit mentale la causa di tutto ciò.
Invece no, non c'è un appiglio così facile; l'unica conclusione a cui si può giungere è che ci sia un tale livello di diffusa ignoranza, di razzismo, di mancato rispetto per il prossimo, ormai trasversale a ogni classe e a ogni fascia di popolazione. Quello che stupisce è che si possa considerare un barbone meno di una persona e quindi si possa persino pensare di trasformarlo in una torcia per il caminetto senza che nulla accada a chi compie il fatto.
Intanto la classe politica continua ad alimentare fuochi e fuocherelli, ignorando deliberatamente le conseguenze del proprio nefasto esempio...

postato da: laurabionda alle ore 10:30 | link | commenti (3)
categorie: politica, cronaca, societĂ , ignoranza
martedì, 25 novembre 2008

Ci sono momenti

Ci sono momenti in cui l'unica risposta possibile, rispettosa, in grado di dare un senso a qualcosa il cui senso ultimo ci sfugge sarebbe il silenzio; la morte di un giovane studente mentre era a scuola schiacciato da una struttura fatiscente e antiquata è uno di questi casi.
Invece si è trasformato nell'ennesimo ring politico che nulla riguarda e di nulla è rispettosa; l'attuale classe politica, di tutti gli schieramenti, (e dico questo perchè da anni questa parte della cintura torinese è in mano ad amministrazioni di sinistra che avranno pure qualche ruolo) non è stata in grado di fare sincera autocritica: nessuna assunzione di responsabilità, ma un orrendo gioco a rimpiattino sulla vita di qualcuno.
Non credo interessi sapere nel merito chi ha fatto cosa, quando, come e perchè: interessa sapere perchè si mandano ragazzini, e non solo perchè sull'università si potrebbe aprire un capitolo a parte, in strutture inadeguate, in mano a persone che non hanno idea di quello che succede nel posto che dirigono perchè devono obbedire a un sistema di turnazione esagerata, senza alcuna preparazione specifica e senza che gli edifici siano sottoposti a collaudi e certificazioni, come qualunque altro posto di edilizia privata.
Calato il sipario su questa vicenda temo che tutto torni come prima che nessuno parli più di sicurezza nelle scuole e nessuno se ne occupi più. E che alla prossima folata di vento succeda di nuovo..

postato da: laurabionda alle ore 10:09 | link | commenti
categorie: politica, cronaca
lunedì, 24 novembre 2008

Perle di saggezza

Ora ditemi voi se dopo un week end pieno di vento, gelido, che ha portato persino una spruzzata di neve in città non ne cavo altro che qualche fastidioso e indisponente malanno! Poco male, sono comunque in buona compagnia, visto che metà delle mie conoscenze è atterrata da qualche virus fastidioso.
La malattia mi rende estremamente sbadata: ho dimenticato le chiavi dell'ufficio e il badge a casa, sicchè ho dovuto aspettare che un ululante padre venisse a salvarmi dal congelamento completo delle estremità stile "piccola fiammiferaia" davanti alla porta dell'ufficio medesimo, scaldandomi il cuore con paterne contumelie; e pure, resa insofferente dal tremendo virus bifidus, mi tocca sentire questa conversazione tra giovani evidentemente metrosexual:
"Se non sai cosa dire è meglio stare zitto" (e quando comincia il gioco del silenzio?)
"...Si comunque all'outlet xxx vendono le cinture D&G a 6 euro e ti posso garantire che sono originali" (probabilmente in una dimensione parallela io sono un genio della chimica!!)
"Comunque quello lì è proprio senza stile" (in effetti sarebbe peggio senza cervello, ma nella moderna società dell'immagine non so!!).

postato da: laurabionda alle ore 19:20 | link | commenti (2)
categorie: vita, moda, antropologia, uomini, ironia, salute
venerdì, 21 novembre 2008

Aria di vento

Sentirsi come Dorothy del Mago di Oz mentre si aspetta sotto casa che aprano la porta; sentirsi come a quattro anni si aspettava Babbo Natale, solo che si è in ufficio a sballare quadri anzichè giocattoli. Sentire che stai facendo quello che volevi, quello che fa apposta per te; sentire che la tua vita non è esattamente una favola e che ha i suoi spigoli vivi proprio dove non li vorresti. Sentire l'odore del mare portato dal vento caldo. Sentire di dover stare vicino a un amico, anche se ha torto, anche se ha combinato un gran casino. Sentire di volersi infilare sotto una coperta a scaldarsi, con una tazza di latte, a sognare e guardare solo le cose belle e sperare che sia il vento a portarsi via quello che non va.

postato da: laurabionda alle ore 19:06 | link | commenti (5)
categorie: vita, sogni
giovedì, 20 novembre 2008

La jeunesse qui pousse

Questa sera ho avuto ampia occasione di fare un safari antropologico, grazie a due inaugurazioni praticamente concomitanti che si svolgevano a ridottissima distanza fra loro. Ho quindi approfittato di questa ghiotta occasione e ovviamente non ne sono uscita delusa.
La prima apertura era molto interessante, colorata, giovane, divertente: praticamente perfetta; dopo un rapido balzo qua e la decidiamo che è tempo di levare le ancore e ci dirigiamo verso la seconda occasione di socializzazione. Ed ecco qui scoppiare un dramma, tipicamente di salsa piemontese: la mostra è un ritrovo di vecchietti, che probabilmente scaricati dall'autobus che cercava di piazzargli la gità più batteria di pentole in acciaio inox 18/10, si sono ritrovati in questo contesto. Ovviamente però erano tutti vecchietti molto abbienti, molto chiccosi, molto pre collina.
Nonostante questo continuavo a chiedermi: ma anzichè rubarmi i tramezzini ai gamberetti e bere cocktail da dei bicchieri sberluccicosi che hanno appena sbalzato le varie statue luminose di Padre Pio dalla mia personale top ten degli orrori, questi simpatici signori non dovrebbero essere a casa loro, accuditi dalla badante, a mangiare minestrina?

postato da: laurabionda alle ore 19:57 | link | commenti
categorie: vita, arte, antropologia, ironia, torino
mercoledì, 19 novembre 2008

Mancamenti

Oggi sono stata colta da una fulminazione improvvisa; ho pensato a tutti quei romanzi e quadri del periodo vittoriano, pieni di fanciulle dai corsetti talmente stretti che non possono far altro che svenire a ripetizione.
Non è il corsetto, è appena passato il dentista a presentargli il preventivo!!

postato da: laurabionda alle ore 18:58 | link | commenti (3)
categorie: vita, letteratura, arte, ironia
martedì, 18 novembre 2008

Ma allora ci avete presi proprio per scemi?

Forse si, almeno a giudicare dall'edizione odierna dei principali quotidiani e tg. E forse in fondo ce lo meritiamo anche, avendo espresso certe preferenze politiche alle elezioni ma sorvoliamo e andiamo al punto della questione: di nuovo il cattivo giornalismo, anche qui spreco di denaro, a volte pubblico perchè si sa con quale sistema demenziale si finanzi la stampa in Italia.
I quotidiani sono ormai un tripudio di notizie inutili: sappiamo tutto del guardaroba delle premiere dames francesi e americane, ma nulla della politica dei loro mariti; scusate se dico che preferisco sapere cosa fanno i loro gentili consorti, soprattutto dell'ultima, che hanno in mano le sorti dell'economia mondiale. La moda mi interessa, ma magari occupiamocene in separata e appropriata sede, tipo su Vanity Fair.
I giornalisti riportano delle dichiarazioni che su qualsiasi altro giornale di paese civile sarebbero almeno trattate da approfonditi editoriali o con tentativi di inchieste: tipo il fatto che Callisto Tanzi al processo abbia negato di essere al corrente delle truffe perpetrate dalle sue società; bella linea di difesa: ammissione totale, quantomeno, della incapacità di controllo di un amministratore sulle sue società: ora sì che sono più tranquilla!
Poi però, come oggi su "La Stampa" facciamo da un lato la morale contro gli sprechi, la crisi e via discorrendo, ma intanto inseriamo un bello speciale sulla fiera del lusso di Milano e degli inserti pubblicitari su cucine per le case di milionari.
Uno stage motivazionale in miniera, di almeno un mese, questo è quello che si dovrebbe richiedere oggi a chi intende intraprendere la carriera giornalistica.

postato da: laurabionda alle ore 09:58 | link | commenti (4)
categorie: cronaca, ironia, giornalismo

Vicende surreali

Mi capita ieri di dover prenotare un esame medico; telefono alla locale azienda privata convenzionata dove, oltre un attesa resa stremante dall'ascolto in loop di "Penny Lane", viene ulteriormente stramazzata dalle richieste demenziali degli operatori telefonici. Segue dialogo:
"Buon giorno, avrei bisogno di prenotare l'esame x, però premetto che per ragioni di lavoro posso effettuare tale esame solamente la mattina"
"Ah perfetto; noi però eseguiamo tale esame solo una volta alla settimana per cui le prenotazioni sono un po' ingolfate: le andrebbe bene domani pomeriggio?"
"(Sei stupido o cosa?) No, come le ho appena detto il pomeriggio sono impossibilitata; in qualunque altra data purchè la mattina"
"Va bene, mercoledì x alle ore y della mattina"
"Ok grazie mille, salut"
Silenzio per qualche ora, che occupo a riordinare la mia stanza in cui il caos ha raggiunto livelli che dovrebbero essere studiati dai fisici del Cern, altro che buchi neri ed ecco dunque che il telefono di casa risquilla.
"Pronto?"
"Si, sono Giripicchia dell'azienda sanitaria Pinco Pallo, volevo chiederle lei proprio non può venire domani pomeriggio?"
"(Respira laura, prima di partire con la giaculatoria di insulti) No, non posso, come ho già specificato al suo collega prima mi trovo nell'impossibilità fisica di recarmi ad un appuntamento pomeridiano."
"Ah però allora non le posso dare per certo il suo appuntamento di mercoledì x ora y"
Ora sono qua a interrogarmi sui significati reconditi di queste telefonate e, soprattutto, se anche nei centralini delle aziende sanitarie convenzionate sono passati a un sistema di pagamento provvigionale sugli appuntamenti che fissano...

postato da: laurabionda alle ore 09:47 | link | commenti (2)
categorie: vita, salute
lunedì, 17 novembre 2008

Uomini col borsello

Prendo spunto ancora una volta da una canzone di Elio per scrivere un post che in fondo è un po' il mio corollario a quello, scritto poco tempo fa, sulle donne con le borse griffate.
E' una tendenza sempre più in voga tra gli ometti usare il borsello, ovviamente super firmato, mediamente brutto e volgare. Agli uomini secondo me sta parecchio male, alcuni addirittura lo portano con la disinvoltura con cui io porterei sottobraccio un bidone di scorie radiottive non trattate.
Questo nuovo trend segna  però un definitivo passo verso la parità dei sessi, almeno nella moda: gli stilisti hanno cominciato a vestire male anche gli uomini, ormai imprescindibili target delle strategie di marketing di case di moda e cosmetici!

postato da: laurabionda alle ore 09:54 | link | commenti (3)
categorie: moda, antropologia, uomini, ironia