Forse si, almeno a giudicare dall'edizione odierna dei principali quotidiani e tg. E forse in fondo ce lo meritiamo anche, avendo espresso certe preferenze politiche alle elezioni ma sorvoliamo e andiamo al punto della questione: di nuovo il cattivo giornalismo, anche qui spreco di denaro, a volte pubblico perchè si sa con quale sistema demenziale si finanzi la stampa in Italia.
I quotidiani sono ormai un tripudio di notizie inutili: sappiamo tutto del guardaroba delle premiere dames francesi e americane, ma nulla della politica dei loro mariti; scusate se dico che preferisco sapere cosa fanno i loro gentili consorti, soprattutto dell'ultima, che hanno in mano le sorti dell'economia mondiale. La moda mi interessa, ma magari occupiamocene in separata e appropriata sede, tipo su Vanity Fair.
I giornalisti riportano delle dichiarazioni che su qualsiasi altro giornale di paese civile sarebbero almeno trattate da approfonditi editoriali o con tentativi di inchieste: tipo il fatto che Callisto Tanzi al processo abbia negato di essere al corrente delle truffe perpetrate dalle sue società; bella linea di difesa: ammissione totale, quantomeno, della incapacità di controllo di un amministratore sulle sue società: ora sì che sono più tranquilla!
Poi però, come oggi su "La Stampa" facciamo da un lato la morale contro gli sprechi, la crisi e via discorrendo, ma intanto inseriamo un bello speciale sulla fiera del lusso di Milano e degli inserti pubblicitari su cucine per le case di milionari.
Uno stage motivazionale in miniera, di almeno un mese, questo è quello che si dovrebbe richiedere oggi a chi intende intraprendere la carriera giornalistica.