Con questa espressione non mi riferisco alle condizioni meteo piemontesi, che nell'ultimo mese ci hanno abituato a una costante alternanza di pioggia e neve, neve e pioggia, e qualche volta anche nebbia con ben pochi sprazzi di sereno, ma alla situazione dei conti pubblici di questa bistrattata nazione.
Con buona pace di Giulietto e Silvietto e del loro capillare controllo della stampa talvolta qualcosa sfugge; ora non so se ieri fosse la giornata ufficiale della lamentazione mondiale, fatto sta che a sfogliare i giornali non c'era che trarre un'unica conclusione: non ci sono soldi. Non ci sono soldi a Venezia, non ci sono soldi a Torino, non ci sono soldi al Centro e al Sud, non ci sono soldi per la cultura, non ci sono soldi per le infrastrutture, non c'è il becco di un quattrino per niente. Se vi viene in mente di chiedere un prestito sappiate che la Finanziaria Italia 2008/2009 non ve la farà; cara grazia se ci saranno soldi per gli ammortizzatori sociali.
Nonostante questo la ricetta per distrarre gli elettori c'è: un po' di cronaca nera, che sempre aiuta, qualche panzanata del capo comico del circo e, ovviamente, la televisione con grandifratelli, talpe, fattorie e chi più ne ha più ne metta. Così nel frattempo si riesce a fare l'unica cosa che importa davvero a questo governo, la riforma della giustizia!