Finito il teatrino dei buoni sentimenti. Cessato immediatamente lo spirito di collaborazione per il bene comune. Spente le luci dei riflettori, o quantomeno abbassate, sulle infinite dirette riguardanti il terremoto in Abruzzo ecco che la nostra avvincente classe politica si ritrova, con rinnovata energia dopo le vacanze di Pasqua, a litigare con lo stile che gli riconosciamo quale proprio.
Oggetto del contendere: l'accorpamento delle date elettorali e referendum in un'unica tornata, per risparmiare pubblico denaro che potrebbe essere in tal modo investito altrimenti, per esempio in concreti aiuti per la ricostruzione. Ovviamente Bossi e la sua compagine non sono assolutamente d'accordo su questa "joint- venture" che rischierebbe altrimenti di far raggiungere il quorum al referendum; dunque il politico inventore del "celodurismo" fa ciò che gli riesce meglio, seguendo il già fedele magistero del buon Clemente nella precedente legislatura: voleva un gatto nero, gli han dato un gatto bianco e lui non gioca più.
Se non fosse tragico e demenziale sarebbe persino divertente vedere come si ripete, di governo in governo, il gioco delle parti, sempre con gli stessi personaggi negli stessi ruoli: ma cambiare un po' musica?