Mi sono sempre interrogata su come si scelga un nuovo libro da leggere; i libri sono la mia malattia, trasmessami da piccolissima da mia madre a cui devo in parte la compromissione della vista. Ci sono stati anni, specie nell'adolescenza, in cui leggevo freneticamente tutto ciò che mi passava sottomano e la gita alla locale libreria era il piacere quasi settimanale che mi concedevo per spendere la paghetta. Adesso ho un po' rallentato e per lavoro leggo soprattutto saggistica, il che ha appunto diminuito la mia frequentazione con la narrativa ma non il piacere nel dedicarmici. Scelgo sempre con cura quello che leggo: è quasi un piacere estetico prima che altro; un peso fondamentale nella scelta ce l'ha infatti la copertina: se non mi attrae il libro è quasi sempre scartato in partenza. Poi è un piacere stagionale, per così dire: mi piace avvolgermi in una coperta, solitamente quando piove e sedermi in poltrona e farmi completamente avvolgere dall'atmosfera del libro, che se presenta analogie "climatiche" con il panorama reale acquista un valore aggiunto. Adoro i romanzi dell'Ottocento soprattutto, anche se non disdegno altre frequentazioni: tradisco infatti spesso e volentieri l'Inghilterra vittoriana, la Germania guglielmina o la Francia del secondo Impero per tuffarmi nelle irripetibili atmosfere parigine di Simenon.
Tutto questo per dire che oggi pomeriggio dovevo scegliere un nuovo libro da cominciare, ma essendo fuori il sole splendente non volevo tuffarmi nelle complesse atmosfere ottocentesche: allora ecco sorridermi dalla libreria un libro la cui lettura avevo abbandonato, cosa che faccio raramente. Adesso lo sto leggendo d'un fiato e mi sembra addirittura che ciò che mi abbia annoiato di questo romanzo appartenesse a tutt'altro libro. Un romanzo inglese, di metà novecento, che intreccia la storia della composizione di un romanzo, con le vicende della seconda guerra mondiale e una travagliata storia d'amore. E mentre sfoglio le pagine mi sembra di vedere apparire Londra e le sue strade solo apparentemente grigie davanti a me e di sentirne l'odore.