Contrordine. Non è come pensa la Lega. Alle frontiere non premono più immigrati che cercano di entrare in Italia ma piuttosto la tendenza si sta invertendo; leggendo diversi articoli apparsi ultimamente sui quotidiani si evidenzia, a seguito della crisi, un fenomeno in preoccupante crescita che vede coloro che sono immigrati in Italia cercare di fare ritorno al loro paese. L'epica di un fallimento: se ci fosse ancora uno Steinbeck avrebbe di che scrivere; e per chi ritorna è doppiamente dura, specie per quelli che qui si sono creati una famiglia e hanno cresciuto i figli. Lo scorno, l'ammissione del fallimento, il riconoscimento che tutti stiamo in una barca che sta lentamente prendendo il largo senza timoniere. Allora forse è meglio tornare a casa, da orizzonti conosciuti, dove non si deve sfidare la diffidenza (quando va bene) o il razzismo dilagante di un paese incapace di accettare la diversità e di ricordarsi il proprio stesso passato di migranti. Ciò dovrebbe fare riflettere, molto più e ben aldilà delle rassicurazioni e delle previsioni di crescita che ci vengono sciorinate ogni giorno da programmi di approfondimento e tg. C'è chi almeno ha un posto a cui tornare; noi riprenderemo ad andare?
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