Sono rimasta incuriosita da questo giovane artista fin da quando ha cominciato a muovere i primi passi nel mondo dell'arte; era compagno d'accademia di una mia collega nel primo posto serio in cui ho lavorato. Tentava nuove vie, era ironico, sperimentatore, materico. Pensavo fosse solo una piccola meteora destinata a scomparire in un mare di nomi e, per sua fortuna mi ha smentito. E' un gran bravo scultore, conosce la fisicità del marmo e la sua caratteristica principale è la sua capacità di trasformarlo: da icona della staticità le sue opere diventano un inno alla morbidezza. Lavora il marmo rendendolo flessibile, addirittura pieghevole, goffrato, increspato, aggiungendo allo stesso tempo realismo e stranezza. Spero che continui su questa strada perchè dietro un'apparenza divertente e una grande semplicità sta invece un solido mestiere artigiano e un profondo amore per l'arte.