Chi sono

Utente: laurabionda
Nome: Laura

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
giovedì, 08 ottobre 2009

Traguardi a breve termine

Come si fa a mantenere la calma, a non perdere l'orizzonte, a riuscire a vedere oltre le scadenze incombenti e sempre più pressanti? Innanzitutto servono gli amici, quelli veri, che stanno vicino e consigliano poco ma sempre bene. Poi un po' di cioccolata, un bagno caldo, una cena buona e magari un bel film possono riassestare la prospettiva. E non guasta neanche la consapevolezza che a breve arriverà il meritato riposo di fine settimana. La prossima si annuncia assai ardua. Temo di non riuscire a toccare tasto prima del week end prossimo. Intanto mi impegno a respirare e rilassarmi per l'ultima tirata.

postato da: laurabionda alle ore 16:36 | link | commenti (2)
categorie: vita, lavoro, amicizia, nevrosi
mercoledì, 22 luglio 2009

Born to run

Sono ancora incapace di descriverlo con parole dotate di senso compiuto. Ieri ho visto questo allegro sesantenne, ancora bellissimo, capace di emozionarsi e di emozionare, regalare un concerto unico, come non se ne vedeva da tempo: di quelli che ti fanno saltare, ballare, applaudire e battere il ritmo fino a spellarti le mani, che ti lasciano un ricordo, che ti muovono dentro.
Ecco finalmente qualcuno per cui, se siamo nati per correre, vale ancora la pena farlo.

postato da: laurabionda alle ore 10:11 | link | commenti (4)
categorie: musica, vita, amicizia
mercoledì, 11 febbraio 2009

Intervallo leggero

Cerchiamo di guardare le cose positive. Sono tre giorni che finalmente il tempo regala giornate limpide e piene di sole; inoltre è già possibile notare un sensibile aumento delle ore di luce e ciò non può che rallegrare.
Mi concedo un po' di relax, in giornate che sono tutto fuorchè rilassanti; allora mi permetto un po' di shopping, chiacchere con le amiche, lettura di nuovi libri, programmo viaggi che farò presto, incontri con facce nuove e visi che mancavano da troppo tempo.
Sta arrivando la nuova stagione, ne ho proprio bisogno.

postato da: laurabionda alle ore 09:59 | link | commenti (1)
categorie: vita, lavoro, frivolezze, amicizia
venerdì, 14 novembre 2008

Fuori dal tempo

Come ho già detto ripetutamente credo di stare invecchiando, e questo lo registro soprattutto nel rapporto con le giovani generazioni; un insistente mal di testa ha fatto si che nel mio tragitto sui mezzi pubblici questa sera non potessi ascoltare musica e quindi mi sono dedicata a una altra grande e fantasiosa risorsa per passare il tempo: l'osservazione della fauna.
Subito il mio orecchio aguzzo si è sintonizzato sulla lunghezza d'onda della conversazione di un gruppo di giovani, un ragazzo e due ragazze, che parlavano delle loro complicatissime storie amorose; premetto subito che ci avrei messo meno a decifrare il codice di Hammurabi che le loro intricate vicende, fatto sta che ho trovato un nodo che dava senso al tutto. Due di questi fanciulli consolavano la terza per un due di picche in puro stile Elio, ricevuto apparentemente da un amico incautamente presentato dal lui.
Le spiegazioni all'intera vicenda erano assai arzigogolate: in un primo tempo sembrava che lui l'avesse scaricata, poi al suo amico ha detto che è carina, poi però a lei ha detto che non vuole frequenarla; il tutto condito da appelli alla ragione perchè i due tornino ad essere amici, dacchè mi aspetto che il povero tapino rifiutante sia stato rinchiuso quantomeno nell'armadietto del liceo...
Una cosa mi ha insospettito: siccome l'unico maschietto presente sembrava assai partecipe a una vicenda che di solito lascia l'altra metà del cielo assai indifferente, non è che magari finisce che tra i due litiganti il terzo gode?

postato da: laurabionda alle ore 17:32 | link | commenti (2)
categorie: amore, amicizia, antropologia, adolescenza, trasporti
lunedì, 10 novembre 2008

Il destino in un nome

Sabato prendevo la metropolitana diretta al mio settimanale giro di sperpero in abbigliamento, quando si è concretizzato di fronte a me il perfetto soggetto per questo post, ovvero un gruppo di fanciulline adolescenti alle prese con il parlar d'amore.
Bisogna dire che rispetto al post pubblicato qualche tempo fa sui loro coetanei maschietti, anche per queste fanciulle non esce un considerevole ritratto: anch'esse assai sprovvedute, anch'esse assai sgrammaticate e protagoniste (volontarie o no) di un certo gioco delle parti. Il gruppo si componeva di tre elementi chiamiamole la sgamata, la romantica e la riservata; la sgamata, tenendo fede al suo nome, era di una molestia senza pari e, ovviamente con grande gaudio delle sue amiche, teneva informati con il suo volume da gallina starnazzante dei fattacci altrui l'intero vagone.
Le altre due, che mal la sopportavano e credo che, segretamente, tentassero di pinzarla nelle porte ad ogni fermata, parlavano dei loro fidanzati o presunti tali; la romantica parlava della sua storia con tale Christian, di cui però non è dato sapere molto. La riservata, incalzata dalla totale mancanza di tatto delle altre due, rivelava di essere uscita sia con Gaetano che con Michael, ma di essere insoddisfatta di entrambi per via dei loro nomi, a suo dire, troppo antico e troppo truzzo.
Quando si dice il destino in un nome...

postato da: laurabionda alle ore 09:42 | link | commenti (5)
categorie: amore, amicizia, antropologia, ironia, adolescenza, città, trasporti
domenica, 21 settembre 2008

Appunti vari nell'attraversare il centro

Non devo entrare da Zara, Dutti e nel negozio delle Camper perchè altrimenti il portafoglio si butta fuori dalla borsa e scappa e non è il caso visto che dentro c'è anche il tesserino dell'antifurto dell'ufficio. Se nel mentre capita anche che veda la vetrina di Benetton e di Max & Co. significa che è proprio il caso di darsela a gambe levate, perchè non possiamo inchiodarci ogni volta davanti alle vetrine come se avessimo le ventose. Le scarpe più belle che abbia mai visto intanto continuano a picchiare insistentemente nella mia testa, chissà se e quando potrò mai cedere. Già che c'ero si è esplorato anche il negozio "vorrei ma non posso proprio": ho seriamente meditato di inventarmi una falsa laurea nella prossima settimana così da potermi far fare quel magnifico regalo, oppure sperare che fanciullo non faccia orecchie da mercante per Natale.
Mentre poi ci si prendeva una pausa di riposo sotto le panchine della Mole, prima di ripartire per andare al lavoro, siamo anche state benedette dall'occasione di un'osservazione antropologica ravvicinata come non accadeva da tempo. Un classico sempreverde: lei e lui nell'eterno gioco del "col mio gesticolare folle ti avvolgo attorno un dito e ti convinco persino a portarmi fuori il cane nel cuore della notte"; sembrava funzionare perchè a un certo punto, il lui stregato aldilà di ogni possibile ritorno, sembrava voler ribaltare l'incolpevole tavolino del bar per consumare la bruciante passione proprio li nel pubblica via.
Lei sembrava invece un attrice di Centovetrine ancora più esagerata e falsa e col suo continuo rovistarsi nei capelli ci ha quasi fatto invocare un'immediata ispezione dell'ufficio di igiene perchè avrà fatto cadere mezza cofana nel piatto che così teatralmente mangiava.
Forse saremo anche invidiose, ma subito ci ha conquistate la consapevolezza che noi no, non sappiamo farlo, siamo troppo pigre e di complicazioni nella vita ce ne sono già abbastanza senza anche doversi mettere a recitare. Chi sta con noi si metta l'anima in pace.
E così dopo il teatrino anche un altro sabato scivola via, con il cielo settembrino che si fa sempre più brumoso e l'aria che si assottiglia.


postato da: laurabionda alle ore 09:24 | link | commenti (2)
categorie: shopping, amicizia, antropologia, torino, società
mercoledì, 23 luglio 2008

Le persone che toccano la vita

Ci sono persone che conosci bene, benissimo; sono amici dei genitori, ma potrebbero tranquillamente essere tuo padre e tua madre, per età, testa, formazione. Toccano la tua vita nell'ordinarietà di tutti i giorni, ti riprendono se fai scemenze, giocano con te, schezano, ti raccontano della loro vita che in fondo è anche un po' la tua, è una vita familiare. Frequentano casa, conoscono perfettamente la tua famiglia, quelle persone libere di entrare e uscire dalla porta senza dover neanche chiedere permesso. Parlano coi nonni, li ascoltano, con rispetto e ci scherzano quasi da pari. Giochi coi loro figli, ci cresci assieme, anche se poi la vita di porta in posti diversi loro sono sempre le tue radici, il posto da cui sei partita.
Poi qualcosa si interrompe; le strade si separano a cominciare dai figli, finchè si riuniscono, prima del botto incredibile che si è portata via sua figlia, la bambina con cui tu e tuo fratello giocavate da piccoli e con cui siete cresciuti. Ci pensi sempre e te la ricordi mentre sorrideva e rideva,l'ultima volta tutti insieme, alla festa di laurea a sorpresa organizzata dagli amici d'infanzia per tuo fratello.
Da quel momento per lui qualcosa si è spezzato dentro, triste, ripiegato su stesso, con una nostalgia tremenda della sua bambina; stamattina se n'è andato, dopo una lunga malattia,cattiva e impestata, in fondo contento perchè poteva tornare da lei.
Fai buon viaggio e portale un bacio da tutti noi; ci mancherete.


postato da: laurabionda alle ore 10:34 | link | commenti
categorie: famiglia, amicizia
lunedì, 14 luglio 2008

Freaky Monday

La settimana è iniziata per me da appena tre ore e mezza e già promette bene. L'autobus che mi portava a casa dopo il week end sembrava la navetta per il manicomio, è il 14 luglio ma fa un freddo che sembra il primo novembre e ho una cronica mancanza di sonno, che non potrò recuperare col solito pisolino pomeridiano perchè devo andare al lavoro; bilancio: una tristezza!
Soprattutto il capitolo autobus è stato molto inquietante; con l'estate gli orari cambiano e ce n'è uno solo che recupera il doppio delle persone, con un concreto rischio di rimanere in piedi per un'ora e mezza di viaggio. Scampato questo rischio riesco ad accomodarmi ma la bollatrice non bollava; l'autobus era pieno di vecchiette, vedove e anzianotte che si raccontavano i loro malanni: ma se siete dei tali rottami non potete starvene a casa comode sul vostro divano invece di impestare il pulmann con le vostre malattie reali o immaginarie?
Dopodichè c'era una persona che leggeva un libro ad alta voce e occasionalmente andava in loop: anche a me succede, se sono molto stanca, ma non tedio tutto l'uditorio con le mie letture. Scendo dal mezzo di trasporto e inciampo in uno scalino del terreno che rischia di farmi fare un volo spettacolare con conseguente sfracellamento, dal quale mi salvo con un numero di equilibrismo circense.
Migliorerà verso sera, quando agonizzerò sulla poltrona fantozziana della mia amica, che salverà il mio stomaco cucinandomi cena e la mia anima con un po' di ilare compagnia femminile.
E' lunedì, sono già nervosa. Spero che la settimana passi in fretta.

postato da: laurabionda alle ore 09:35 | link | commenti (4)
categorie: viaggi, amicizia, cronaca, lunedì, trasporti
giovedì, 10 luglio 2008

Della peperonata e di altri demoni

Merita una citazione a parte, nel quadro degli ultimi deliranti tre giorni, la tortura culinaria a cui ci ha sottoposto cognata. Da lunedì a ieri sono tornata a casa alle 8, stanca, accaldata, dopo un viaggio di più di un'ora sui mezzi pubblici e con una fame da lupi; questa fame si arenava clamorosamente non appena potevo notare che come contorno, per tre giorni di fila, mi veniva rifilata la peperonata, che come piatto estivo non è niente male.
Le mie proteste non sono valse a nulla; neanche fare presente che nel mio frigo c'era roba che stava marcendo e che lei si rifiutava di cucinare ostinatamente, portandosi tutto da casa. Inutile dire che quella era, una volta, roba fresca, forse più piacevole di roba cotta e riscaldata.
La cosa che odio di più è che lei mangia pochissimo, ma cucina per un esercito e, con uno stile spiccatamente piemontese, si offende se non ci si comporta come delle idrovore. Ricordo cene preparate per un massimo di quattro persone con cui si sarebbero potuti sfamare gli abitanti di un medio villaggio rwandese!
Per fortuna questi giorni sono andati, il mio sonno è tornato normale senza sogni surreali a farmi compagnia e all'ora di pranzo mi riprenderò sicuramente, prevedendo pranzo e shopping con un'amica.

postato da: laurabionda alle ore 09:25 | link | commenti
categorie: famiglia, amicizia, cibo, caldo
venerdì, 06 giugno 2008

Regoliamo il volume

Sono in un momento particolare di prostrazione nervosa tale per cui detesto le persone che parlano a un volume più alto del necessario. Ieri sera sono uscita per la solita serata pub con amici; arrivati nel suddetto locale scopro con orrore che tutta la gente li convenuta sta parlando, o sarebbe meglio dire urlando, per un ammontare complessivo di diversi decibel.
Il rumore era tale che parlavo con fatica con gli amici seduti di fronte a me, mentre sentivo con agilità conversazioni a diversi tavoli di distanza. Per completare l'allegro quadretto verso fine serata arriva un duo di attempate signorine stile vanna marchi e maga magilla che mi perforano i timpani con le loro risate di cartone.
Non pretendo in un locale pubblico il silenzio di una sala da concerto, ma neanche il casino del mercato delle spezie di Istanbul!

postato da: laurabionda alle ore 10:38 | link | commenti
categorie: amicizia, antropologia, societÃ