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venerdì, 11 dicembre 2009

Ogni scarrafone è bello a mamma sua

Non c'è esternazione di Silvio che possa impedirmi di calmarmi di fronte a questo spettacolo: una passeggiata sul lungo fiume, la collina vista dal ponte della Gran Madre in una giornata di sole, con poca e lontana foschia mi fa tanto pensare a Parigi e a quanto amo la mia elegantissima città.

postato da: laurabionda alle ore 21:17 | link | commenti (1)
categorie: amore, passioni, torino, cittĂ , eleganza
lunedì, 29 giugno 2009

Paure

Mi è successo spesso ultimamente di parlare di paure con molte persone; alcune paure sono assai realistiche: si ha paura per il lavoro, per il futuro, visto i tempi grami che corrono. Sempre più spesso sento di persone che hanno paura di restare sole; tra queste ci sono soprattutto donne. Donne che accettano di tutto, ma che hanno paura di ritrovarsi con il classico pugno di mosche in mano, anche se a guardarle dall'esterno sembra che abbiano tutte le possibilità di questo mondo. Sono intelligenti, ma pur di non restare una sera a guardarsi un film senza nessuno accanto, limarsi le unghie in santa pace o dedicarsi all'ozio compulsivo si riempiono la vita di persone di cui magari importa poco, ma che segnano l'intevitabile differenza tra quello che loro percepiscono come il modello "perdente" e quello "vincente".
La solitudine non mi è mai dispiaciuta; è un modo per coltivare i pensieri, le distrazioni, per concedersi quegli spazi di oziosa privacy difficilmente cedibili. E forse anche per tornare a guardare l'insieme con occhi più rilassati.

postato da: laurabionda alle ore 19:14 | link | commenti (1)
categorie: amore, vita, antropologia, paure, donna, abitudini
venerdì, 14 novembre 2008

Fuori dal tempo

Come ho già detto ripetutamente credo di stare invecchiando, e questo lo registro soprattutto nel rapporto con le giovani generazioni; un insistente mal di testa ha fatto si che nel mio tragitto sui mezzi pubblici questa sera non potessi ascoltare musica e quindi mi sono dedicata a una altra grande e fantasiosa risorsa per passare il tempo: l'osservazione della fauna.
Subito il mio orecchio aguzzo si è sintonizzato sulla lunghezza d'onda della conversazione di un gruppo di giovani, un ragazzo e due ragazze, che parlavano delle loro complicatissime storie amorose; premetto subito che ci avrei messo meno a decifrare il codice di Hammurabi che le loro intricate vicende, fatto sta che ho trovato un nodo che dava senso al tutto. Due di questi fanciulli consolavano la terza per un due di picche in puro stile Elio, ricevuto apparentemente da un amico incautamente presentato dal lui.
Le spiegazioni all'intera vicenda erano assai arzigogolate: in un primo tempo sembrava che lui l'avesse scaricata, poi al suo amico ha detto che è carina, poi però a lei ha detto che non vuole frequenarla; il tutto condito da appelli alla ragione perchè i due tornino ad essere amici, dacchè mi aspetto che il povero tapino rifiutante sia stato rinchiuso quantomeno nell'armadietto del liceo...
Una cosa mi ha insospettito: siccome l'unico maschietto presente sembrava assai partecipe a una vicenda che di solito lascia l'altra metà del cielo assai indifferente, non è che magari finisce che tra i due litiganti il terzo gode?

postato da: laurabionda alle ore 17:32 | link | commenti (2)
categorie: amore, amicizia, antropologia, adolescenza, trasporti
lunedì, 10 novembre 2008

Il destino in un nome

Sabato prendevo la metropolitana diretta al mio settimanale giro di sperpero in abbigliamento, quando si è concretizzato di fronte a me il perfetto soggetto per questo post, ovvero un gruppo di fanciulline adolescenti alle prese con il parlar d'amore.
Bisogna dire che rispetto al post pubblicato qualche tempo fa sui loro coetanei maschietti, anche per queste fanciulle non esce un considerevole ritratto: anch'esse assai sprovvedute, anch'esse assai sgrammaticate e protagoniste (volontarie o no) di un certo gioco delle parti. Il gruppo si componeva di tre elementi chiamiamole la sgamata, la romantica e la riservata; la sgamata, tenendo fede al suo nome, era di una molestia senza pari e, ovviamente con grande gaudio delle sue amiche, teneva informati con il suo volume da gallina starnazzante dei fattacci altrui l'intero vagone.
Le altre due, che mal la sopportavano e credo che, segretamente, tentassero di pinzarla nelle porte ad ogni fermata, parlavano dei loro fidanzati o presunti tali; la romantica parlava della sua storia con tale Christian, di cui però non è dato sapere molto. La riservata, incalzata dalla totale mancanza di tatto delle altre due, rivelava di essere uscita sia con Gaetano che con Michael, ma di essere insoddisfatta di entrambi per via dei loro nomi, a suo dire, troppo antico e troppo truzzo.
Quando si dice il destino in un nome...

postato da: laurabionda alle ore 09:42 | link | commenti (5)
categorie: amore, amicizia, antropologia, ironia, adolescenza, cittĂ , trasporti
giovedì, 17 luglio 2008

Il partner perfetto

Sebbene rischi di diventare un po' monotematica, dopo un utilissimo servizio visto per ben due volte ieri e l'altro ieri su una rubrica del TG2, urge approfondire il tema scottante delle relazioni amorose.
Questo imperdibile pezzo di giornalismo, candidato per il prossimo Pulitzer, evidenziava delle vere e proprie perle di saggezza: tresche in ufficio: chi non ne ha mai avuta una? Per esempio io, che ho sempre solo lavorato con donne o, nella situazione attuale, piuttosto mi sparerei su un piede dopo essermi fatta suora di qualche ordine di clausura. Altro tema: le donne sono più selettive nella ricerca: dipende, ne ho viste alcune accompagnarsi con specie di scimmie non ancora evolutesi nell'uomo sapiens, benchè anche loro non brillassero per arguzia.
A tutti questi casi e possibilità soggiaceva però una questione ben più subdola, cioè la ricerca del partner perfetto: un David Gandy col cervello di Einstein o, per i maschietti, una Gisele Bunchen col cervello di Margherita Hack. Proponendo modelli impossibili questo servizio si concludeva dicendo che le persone poi si limitano ad accontentarsi di ciò che trovano sul mercato rionale; morale: siamo tutti più tristi perchè non stiamo con un modello di Dolce e Gabbana in mutande bianche che ci rotola addosso come una ventosa sotto il sole di Capri.
La domanda che mi pongo invece è: siamo sicuri che, passata l'adolescenza, si cerchi ancora il compagno perfetto e non quello che "ci fa meno difetto"? Mi spiego meglio: non è pesante, noioso, stressante, sopportare il peso di qualcosa che è sempre giusto, sempre uguale a se stesso, senza mai una sbavatura? In fondo penso che tutti gli incontri della vita siano scambi, occasioni di crescita e dove si va senza un confronto, talvolta anche duro o aspro?
Forse sulla copertina di Vogue...

postato da: laurabionda alle ore 10:06 | link | commenti (2)
categorie: amore, antropologia, uomini, ironia, relazioni, donna
martedì, 15 luglio 2008

Torino mon amour

Amo la mia città in queste ultime splendide e strane giornate che offre questo luglio anomalo.
Adoro il cielo azzurro lasciato da questi giorni di vento che rendono il caldo sopportabile e fanno sembrare colline e montagne come delle tessere di un collage.
Adoro andare al lavoro; approfittare dell'anticipo e guardare la Dora dal lungo fiume, con Superga proprio poco più in alto. Adoro i giardinetti ombrosi dove sulle panchine si siedono i vecchietti o corrono attorno i bimbi.
Adoro la collina verde, con la Villa della Regina che sembra abbracciare il centro dolcemente. Adoro le ville con i grandi cancelli che nascondono parchi enormi. Adoro sognare di avere un giorno abbastanza soldi da potermi permettere un alloggio in pre collina.
Adoro guardare fuori dal finestrino del tram e scoprire che Porta Palazzo, vuota, in una splendida giornata di sole è rimasto forse l'unico angolo davvero autentico della città.
Adoro passeggiare di sera per le vie strette del Quadrilatero, pregustando una sostanziosa granita da Mondello, in una delle piazze più belle e nascoste. Adoro la piazzetta dietro la Consolata, coi suoi palazzi che si affacciano timidamente, che offrirebbe una valida alternativa all'attico in pre collina.
Adoro i portici inondati di sole di via Po, sulla strada che porta all'università. Adoro i cortili grandi e maestosi che si aprono sulle vie verso Piazza Cavour, nascosti dietro austere facciate.
Adoro la sfilata dei palazzi di Piazza Statuto, che mi fanno pensare ogni volta a Parigi e a Place des Voges, ma più bella. Adoro le palazzine liberty che si affacciano su Corso Francia, veri e propri capolavori.
Adoro le case di ringhiera del centro, perchè mi ricordano la nonna, e le case con l'ascensore pericolante nel vano delle scale e le scale in puro stile Hitchcoock.
Adoro il Parco della Tesoriera, con la Biblioteca Musicale sullo sfondo quasi nascosta dalla fontana.
Non importa quanto traffico, quanto inquinamento, quanto affollamento sui mezzi, in giornate come questa non posso fare che innamorarmi di nuovo della mia città.


postato da: laurabionda alle ore 18:03 | link | commenti (3)
categorie: amore, torino, cittĂ 
lunedì, 14 luglio 2008

L'amore ai tempi della recessione

Le relazioni si fanno sempre più complicate e ne capisco sempre meno. Tra coppie a scadenza, coppie in prova e tre per due sto per confondere l'amore coi prodotti del banco frigo al supermercato.
Passati i tempi del "ti scarico per telefono ed è già tanto" sembra che la nuova frontiera delle storie d'amore sia mollarsi in vacanza; mi spiego: si parte, già animati dalla stessa voglia che ha un cane di prendere le bastonate, e poi ci si lascia. Cosa rimane nel ricordo di quel posto particolare? La sensazione di avere il portafoglio vuoto e anche un po' il cuore.
Ora dico, ma coi tempi che corrono, tra il prezzo della benzina, autostrade, treni e biglietti vari, alberghi, pranzi e cene: è proprio il caso di infliggersi un cardio- salasso?

postato da: laurabionda alle ore 09:58 | link | commenti (4)
categorie: amore, ironia, relazioni, societĂ