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sabato, 14 novembre 2009

Scenetta afona

Mi sarebbe piaciuto rispondere a questa signora ma purtroppo la pressochè totale afonia mi costringe a squittire a una frequenza udibile solo da Topo Gigio. Comunque riferisco. Interno giorno, supermercato, fila alla cassa, nonnetta assai in salute bacchetta  con tono costantemente isterico(N) la povera badante di chiare origini maghrebine (B) dotata di salomonica pazienza; assiste al quadretto una muta spettatrice (I):
N: Abbiamo preso tutto? Ricotta, pasta, frutta e prodotti per lavare i piatti?
B:..... (silenzio)
N: no perchè ti insegno perchè magari poi non sai eh? e poi se prendi le cose sbagliate non voglio poi pagarle io!
B: ....(silenzio)
N: e tira fuori il Vetril dalla borsa che sennò sembra che vuoi rubarlo e poi ci vado di mezzo io eh!!! Guarda che diluito puoi anche usarlo per sgrassare e pulire i pavimenti perchè mica ho tanti soldi da spendere io eh!!
I: (signora lei i contributi per la sua badante li ha lasciati in borsa o li dichiara alla cassa INPS?)

postato da: laurabionda alle ore 12:16 | link | commenti (3)
categorie: antropologia, immigrazione, orrori
venerdì, 06 novembre 2009

La finestra sul cortile

L'inverno mi piace; mi piace coprirmi, mettermi guanti, sciarpa e cappello e andare in giro, mi piace persino il freddo. L'unica cosa che non mi piace è il fatto che faccia buio prestissimo. Allora capirete il mio malumore se in una giornata fredda, ma bellissima e serena, con splendidi colori autunnali, il mio malumore impenna vertiginosamente prima di entrare in ufficio, dove sarò condannata a vedere calare prestissimo il buio mentre vorrei essere in giro con la mia macchina fotografica a catturare le impressioni della natura. Per oggi mi devo invece accontentare della mia finestra sul cortile, dove tutt'al più si possono fare alcune interessanti osservazioni sulla fauna antropologica.

postato da: laurabionda alle ore 10:58 | link | commenti (4)
categorie: vita, ufficio, lavoro, stagioni, antropologia, ispirazione, meteo
mercoledì, 04 novembre 2009

Non è più il paese dei balocchi

Contrordine. Non è come pensa la Lega. Alle frontiere non premono più immigrati che cercano di entrare in Italia ma piuttosto la tendenza si sta invertendo; leggendo diversi articoli apparsi ultimamente sui quotidiani si evidenzia, a seguito della crisi, un fenomeno in preoccupante crescita che vede coloro che sono immigrati in Italia cercare di fare ritorno al loro paese. L'epica di un fallimento: se ci fosse ancora uno Steinbeck avrebbe di che scrivere; e per chi ritorna è doppiamente dura, specie per quelli che qui si sono creati una famiglia e hanno cresciuto i figli. Lo scorno, l'ammissione del fallimento, il riconoscimento che tutti stiamo in una barca che sta lentamente prendendo il largo senza timoniere. Allora forse è meglio tornare a casa, da orizzonti conosciuti, dove non si deve sfidare la diffidenza (quando va bene) o il razzismo dilagante di un paese incapace di accettare la diversità e di ricordarsi il proprio stesso passato di migranti. Ciò dovrebbe fare riflettere, molto più e ben aldilà delle rassicurazioni e delle previsioni di crescita che ci vengono sciorinate ogni giorno da programmi di approfondimento e tg. C'è chi almeno ha un posto a cui tornare; noi riprenderemo ad andare?

postato da: laurabionda alle ore 15:41 | link | commenti (1)
categorie: politica, economia, antropologia, immigrazione
sabato, 31 ottobre 2009

Chi l'ha (più) visto

Prendo spunto da un recente post pubblicato da Pyperita per esprimere il mio disagio: dopo avere avvistato ieri due esemplari con borsa all'ultima moda (e non borsello, proprio borsa a doppio manico da portare al gomito) non posso non interrogarmi su: che fine ha fatto il maschio? si sta estinguendo? che ci tocchi rimpiangere il Cecco di fantozziana memoria?

postato da: laurabionda alle ore 11:40 | link | commenti (6)
categorie: antropologia, uomini, ironia, costume
lunedì, 05 ottobre 2009

Antipatie

In questo periodo non ce la faccio proprio a scrivere; il contatto prolungato al lavoro con esseri molesti oltre l'immaginabile rende i pochi giorni liberi una necessaria cura disintossicante. Allora si accoglie con favore un week end all'insegna della più totale nulla facenza, dello shopping, della visita alla mostra di una talentuosa amica creativa, del relax, della musica.
Anche perchè altrimenti non ce la farei a tollerare prevaricazioni, maleducazione, urla, sopraffazione, furbinerie e facilonerie, scaricabarili e attribuzioni di colpe a casaccio: ho accumulato un livello tale di tensione che posso illuminare un piccolo paesino per un anno e ho soprattutto acquisito la consapevolezza zen che con certe persone non si ragiona: l'unica soluzione è prenderle a sberle.
Poi arrivo a casa e sul letto c'è un pacchetto con un libro: e all'improvviso tutto riprende colore.

postato da: laurabionda alle ore 19:11 | link | commenti (2)
categorie: vita, lavoro, blog, antropologia, studio, nevrosi, orrori
martedì, 29 settembre 2009

Nostalgia

Rivedo le foto delle vacanze e penso che poco più di un mese fa ero a zonzo in un paese civile. Adesso siamo qua e il problema maggiore, sottolineato oggi da "La Stampa" parrebbe che la moda italiana si stia velinizzando, a parere dei giornalisti stranieri. Forse il problema più grande è che l'Italia intera è velinizzata e non solo la moda, che ormai da tempo si è, almeno in alcuni casi, scollata da modelli di applicabilità reale.
Meglio sfruttare il raro entusiasmo e mettersi a studiare di buona lena, nella speranza che qualcosa cambi...

postato da: laurabionda alle ore 09:58 | link | commenti
categorie: vita, moda, antropologia, studio, giornalismo
mercoledì, 16 settembre 2009

Insane abitudini

Fatico a riprendere dalla parentesi estiva, che tra l'altro non è stata nemmeno lunghissima. Questo mese di settembre, anzichè essere iniziato da 15 giorni mi sembra duri da sessant'anni, tra scadenze di lavoro e studio, gestione di situazioni psicologiche delicate e al limite del patologico, l'unica che presto o tardi finirà al manicomio sembro essere io. La casa ancora ingombra di scatoloni da razionalizzare, un testo per una conferenza da mandare a memoria in tempo brevissimo e tener testa a degli ego che non si sa come riescano a reggere il colpo ogni volta che escono a prendere un po' d'aria. 
Il colpo l'avverto eccome: sebbene stia cercando di distrarmi per quanto possibile la sera fatico a dormire, stanotte ho sentito il rumore della pioggia di sottofondo per tutto il tempo (e non che fosse un uragano!) e stamattina sono stata svegliata da un rumore molesto di sveglia la cui origine non sono riuscita ad appurare ma che credo prima o poi mi porterà a sfondare la parete dei vicini per accertare che non sia un fastidioso rumore proveniente dal loro alloggio. Sono anche partita per un'esplorazione del suono, che a tutta prima sembrava provenire dai miei vestiti, appoggiati sulla poltrona a fianco del letto, ma non credo di avere abiti sonori: il mistero si infittisce.
Forse devo solo tagliare sul caffè...

postato da: laurabionda alle ore 10:18 | link | commenti (3)
categorie: vita, lavoro, antropologia, cronaca, ironia, insonnia, nevrosi
martedì, 15 settembre 2009

Favole moderne

C'era una volta il reame di Tutto al Contrario. Su questo regno governava con pugno di ferro e tacco di cristallo un re molto feroce, che si circondava di personaggi di ogni tipo, per amore del divertimento. Un giorno il re entrò in contrasto con diversi personaggi della sua corte e, particolarmente, con il Cavaliere Nero dal passato sbianchettato; costui osava pubblicamente contraddirlo e quindi andava punito. Il perfido re si pose quindi il problema di chi assoldare per la missione; si guardò intorno sconsolato perchè attorno non brillavano menti particolarmente lodevoli e cotanto servizievoli. Solo uno venne alla mente: il fido servo Striscio ma non mi inciampo, che portò con grazia e lucidità che gli erano propri un attacco al Cavaliere Nero.
Bisogna però stare attenti che nel Paese di Tutto al Contrario non sempre i perfidi piani riescono nei loro obiettivi, spesso per la loro frettolosa e malferma concezione. Non si sa ancora come finisce questa storia, ma certo ci sarà qualche insegnamento da trarre.

postato da: laurabionda alle ore 09:52 | link | commenti (4)
categorie: politica, antropologia, ironia, satira
lunedì, 14 settembre 2009

Bivi esistenziali

Non sono proprio notizie freschissime, però valgono la pena di un momento di riflessione. Sabato su "La Stampa" compariva un'intervista dove una delle signorine dell'harem presidenziale si giustificava dicendo di aver scelto di intraprendere una strada, vediamo come definirla in maniera politicamente corretta, rapida per ottenere i suoi obiettivi: pagarsi un affitto, o un mutuo, non ricordo con esattezza e togliersi tutti gli sfizi che il denaro può permettere. Ora mi chiedo: sono io che sono fessa che faccio due o più lavori, pagati poco, che mi garantiscono un'esistenza malferma e precaria? Credo che la risposta sia si...

postato da: laurabionda alle ore 10:47 | link | commenti (1)
categorie: vita, lavoro, antropologia, ironia, donna
giovedì, 06 agosto 2009

Fenomenologia della nevrosi pre vacanziera

Mancano solo due giorni e sarò finalmente in ferie: dieci giorni di riposo a casa all'insegna della nullafacenza totale (non è esattamente vero perchè devo studiare) e dieci giorni a zonzo. Tutto ciò ovviamente non può avvenire senza un po' di scossoni che animano e turbano le mie giornate; questa mattina da sola potrebbe vincere allegramente qualche premio per la demenza: è cominciata con una coda di un'ora alla posta da cui non pensavo più di uscire viva, è continuata al bancomat del simpatico istituto di credito dove un ciclista stava tentando una scalata speculativa anzichè andarsene a pedalare fuori dai piedi ed è terminata, in gran gloria, al mercato dove mi sono stati ripetutamente pestati i piedi e a momenti mi cade uno di quei cani da borsetta nella borsa della spesa.
Ce la farò fino a domani sera?

postato da: laurabionda alle ore 10:25 | link | commenti (1)
categorie: vita, vacanze, antropologia, ironia, estate, nevrosi, caldo, aciditÃ