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giovedì, 05 novembre 2009

Morbidezza

Sono rimasta incuriosita da questo giovane artista fin da quando ha cominciato a muovere i primi passi nel mondo dell'arte; era compagno d'accademia di una mia collega nel primo posto serio in cui ho lavorato. Tentava nuove vie, era ironico, sperimentatore, materico. Pensavo fosse solo una piccola meteora destinata a scomparire in un mare di nomi e, per sua fortuna mi ha smentito. E' un gran bravo scultore, conosce la fisicità del marmo e la sua caratteristica principale è la sua capacità di trasformarlo: da icona della staticità le sue opere diventano un inno alla morbidezza. Lavora il marmo rendendolo flessibile, addirittura pieghevole, goffrato, increspato, aggiungendo allo stesso tempo realismo e stranezza. Spero che continui su questa strada perchè dietro un'apparenza divertente e una grande semplicità sta invece un solido mestiere artigiano e un profondo amore per l'arte.

postato da: laurabionda alle ore 20:02 | link | commenti (2)
categorie: arte
giovedì, 20 novembre 2008

La jeunesse qui pousse

Questa sera ho avuto ampia occasione di fare un safari antropologico, grazie a due inaugurazioni praticamente concomitanti che si svolgevano a ridottissima distanza fra loro. Ho quindi approfittato di questa ghiotta occasione e ovviamente non ne sono uscita delusa.
La prima apertura era molto interessante, colorata, giovane, divertente: praticamente perfetta; dopo un rapido balzo qua e la decidiamo che è tempo di levare le ancore e ci dirigiamo verso la seconda occasione di socializzazione. Ed ecco qui scoppiare un dramma, tipicamente di salsa piemontese: la mostra è un ritrovo di vecchietti, che probabilmente scaricati dall'autobus che cercava di piazzargli la gità più batteria di pentole in acciaio inox 18/10, si sono ritrovati in questo contesto. Ovviamente però erano tutti vecchietti molto abbienti, molto chiccosi, molto pre collina.
Nonostante questo continuavo a chiedermi: ma anzichè rubarmi i tramezzini ai gamberetti e bere cocktail da dei bicchieri sberluccicosi che hanno appena sbalzato le varie statue luminose di Padre Pio dalla mia personale top ten degli orrori, questi simpatici signori non dovrebbero essere a casa loro, accuditi dalla badante, a mangiare minestrina?

postato da: laurabionda alle ore 19:57 | link | commenti
categorie: vita, arte, antropologia, ironia, torino
mercoledì, 19 novembre 2008

Mancamenti

Oggi sono stata colta da una fulminazione improvvisa; ho pensato a tutti quei romanzi e quadri del periodo vittoriano, pieni di fanciulle dai corsetti talmente stretti che non possono far altro che svenire a ripetizione.
Non è il corsetto, è appena passato il dentista a presentargli il preventivo!!

postato da: laurabionda alle ore 18:58 | link | commenti (3)
categorie: vita, letteratura, arte, ironia
mercoledì, 13 agosto 2008

Continuiamo così, facciamoci del male

L'outing del MinCulPop sull'arte contemporanea ha scatenato un putiferio di altrettante affermazioni d'ignoranza; siamo un paese ben strano dove tra la classe politica vigono le regole dei ragazzini di terza media: vince chi la spara più grossa. Quindi non è apparentemente un problema per una persona che occupa un ruolo istituzionale dichiarare di non capire niente di una parte del settore di cui si occupa.
Se fossi un ingegnere e la casa che ho progettato si accartocciasse su se stessa per un errato calcolo del cemento armato, non credo che potrei affermare con serenità che di calcoli io non ho mai capito niente; qui, in Wonderland invece, non solo si assisterebbe a un massiccio outing di ingegneri segati agli esami, ma si farebbe persino una gara a chi ha preso il voto più basso, o addirittura, a chi si è dovuto rivolgere al Cepu.
Quando un Paese si vanta della propria ignoranza vuol dire che si stanno raggiungendo livelli di deriva pericolosi.

postato da: laurabionda alle ore 09:40 | link | commenti (3)
categorie: cultura, politica, arte, cronaca
martedì, 12 agosto 2008

Io non capisco, non capisco...

Lo credevamo in vacanza, ci speravamo, ci stavamo abituando alla mancanza delle sue dichiarazioni e invece ecco tornare prontamente Mr. MinCulPop per fare una rivelazione che ha il sapore dell'outing; nervi saldi, non si tratta di scabrose confessione di abitudini sessuali, che sarebbero state accolte con un moto di indicibile orrore, quanto della aperta professione di ignoranza del ministro dei nostri incubi riguardo all'arte contemporanea.
La gran mente sopraffina ha dichiarato non solo di non capirla, niente di grave per intenderci se uno non fosse ministro della cultura, ma addirittura di fingere di comprenderla quando invitato alle inaugurazioni. Come al solito, in puro stile casa delle libertà, si rilasciano dichiarazioni come si fosse tra amici al bar dello Sport, anzichè quelle che ci si aspetterebbe da una carica istituzionale.
Siccome non mi basterebbero dieci post per spiegare il valore dell'arte contemporanea e il suo significato mi limito a dire: signor Ministro poeta, va bene tutto, purchè non balli la discomusic...(Elio docet).

postato da: laurabionda alle ore 09:36 | link | commenti (7)
categorie: politica, arte, cronaca, ironia
sabato, 09 agosto 2008

Velare

E' già della settimana scorsa la notizia che alcuni dipinti di Tiepolo che si trovano nella sala stampa di Palazzo Chigi siano stati velati, specialmente nelle parti femminili, perchè potevano offendere la sensibilità di alcuni; una riedizione dell'operazione Braghettoni alla Cappella Sistina fatta in clima di Controriforma, piccola postilla per dire quanto siamo avanzati in tema di operazioni culturali: indietro di quei cinquecento anni!
La contraddizione che nessuno si prende la briga di notare è che si coprono i nudi di un dipinto ma nessuno ci risparmia lo sbracamento dell'odierna classe politica...

postato da: laurabionda alle ore 09:26 | link | commenti (1)
categorie: cultura, politica, arte, cronaca, ironia
venerdì, 01 agosto 2008

Artisti incompresi

C'è qualcosa nel parrucchiere che lo spinge a sentirsi un po' Van Gogh, un po' Modigliani a Monmartre, un po' Joyce; una sindrome del tipo: capiranno la mia arte solo quando sarò morto! Col piccolo problema che nel mentre ti sarai fatto una cassa di oro zecchino con tutti i soldi che ti ho lasciato!
Possibile che quando si vada in questi trendissimi locali non si riesca mai a farsi fare la piega/colore/soprattutto taglio che vogliamo? No, loro si sentono artisti incompresi e a noi ci tocca andare in giro con una vaga e inquietante somiglianza alle figure delle "Demoiselles d'Avignon" di Picasso.

postato da: laurabionda alle ore 11:04 | link | commenti (6)
categorie: arte, antropologia, donna, parrucchiere
mercoledì, 09 luglio 2008

Commenti alla notte appena trascorsa

Miei cari rampanti quarantenni che ieri sotto il mio balcone alle due discutevate dei meriti di Modigliani e De Chirico vorrei dire un po' di cose: in primo luogo siete finiti sotto la finestra sbagliata, andate pure da altre parti a sparare le vostre stronzate pseudo critiche alla Sgarbi perchè qui, oltre a infastidire per il rumore fanno trasecolare per l'ignoranza. Non basta la parola "Metafisica" perchè una donna con la risata discreta di Vanna marchi ve la dia.
Punto secondo: andate a cantare in un altro cortile punto e basta, altrimenti anche per voi vige la maledizione del bifidus essensis, vediamo se sulla tazza vi viene da parlare di Duchamp e dei suoi Ready Made.
Spero questa notte non segua un terzo episodio, altrimenti la neuro potrebbe essere considerata un buon posto dove andare a riposarsi!

postato da: laurabionda alle ore 08:26 | link | commenti
categorie: arte, insonnia, notte, societĂ 
sabato, 21 giugno 2008

Establishment culturale

E' fresca di giornata la  querelle di lana caprina squisitamente Subalpina sorta tra il comune di Torino e il presidente della Garden History Society Sir Roy Strong. La "colpa" gravissima di tale "nefando" personaggio è stata quella di avere osato muovere dei rilievi all'allestimento dei Giardini della Reggia di Venaria Reale, nuovo fiore all'occhiello e vanto della torinesità.
La rissa politica si scatena; pareri autorevoli si confrontano sulla questione, tra cui si registra il sempre rilevante intervento di Evelina Christillin. Dopo di lei sono stati intervistati, nell'ordine, Topo Gigio, Gatto Silvestro e Gargamella. Ma il punto non è tanto questo, quanto piuttosto la risposta piccata dell'Assesore Regionale alla Cultura Gianni Oliva: "gli inglesi dovrebbero imparare da noi ad aprire le loro dimore aristocratiche".
Ora non vorrei distruggere tutti i sogni di gloria del signor onorevole assessore, ma se si prendesse la briga di aprire qualche libro prima di aprire bocca scoprirebbe che i primi ad inventare la formula delle residenze nobiliari aperte sono stati proprio gli inglesi.
Perchè oltre che cornuti con questa classe dirigente non possiamo ritrovarci altro che mazziati?

postato da: laurabionda alle ore 09:00 | link | commenti (4)
categorie: cultura, politica, arte, cronaca, societĂ 
sabato, 07 giugno 2008

Breton non ha inventato nulla

Che il noto intelletuale francese quando sistematizzava il suo manifesto del Surrealismo avesse avuto una visione del futuro? Secondo me neanche nei suoi sogni più nascosti il sodale di Dalì e compagnia briscola poteva immaginare certi picchi di idiozia che si sono raggiunti nella contemporaneità.
Tiene banco ultimamente sui giornali l'inasprimento delle lotte politiche all'interno dell'Università: dal caso di Roma, poi ritrattato dai personaggi in questione, all'ultimo,  quello di Torino, dove sembra che a una studentessa sia stato impedito di sostenere un esame per la sua presunta affiliazione a un movimento di estrema destra studentesca.
Ho come il sospetto che anche questo caso si sgonfierà come una bolla di sapone: la professoressa in questione ha già rilasciato una dichiarazione a "La Stampa" in cui negava categoricamente che l'appello sia stato in qualche modo ostacolato dalle proteste; non solo, si è svolto in un clima assolutamente tranquillo e indisturbato.
L'arrembante studentella, che se si sovraespone ancora troverà certamente un posto di lavoro nel governo Silvio IV, ora sostiene un complotto di tutta l'università contro di lei, professori compresi. Mi sento di poterla tranquillizzare: non è un complotto, è che sono proprio storditi, quindi dubito che anche in caso di un'esplosione atomica di fronte all'uscio del loro ufficio si accorgerebbero di niente, tantomeno dell'ennesima studentessa che passa di lì dimenticandosi di rispondere all'appello.