Questa sera ho avuto ampia occasione di fare un safari antropologico, grazie a due inaugurazioni praticamente concomitanti che si svolgevano a ridottissima distanza fra loro. Ho quindi approfittato di questa ghiotta occasione e ovviamente non ne sono uscita delusa.
La prima apertura era molto interessante, colorata, giovane, divertente: praticamente perfetta; dopo un rapido balzo qua e la decidiamo che è tempo di levare le ancore e ci dirigiamo verso la seconda occasione di socializzazione. Ed ecco qui scoppiare un dramma, tipicamente di salsa piemontese: la mostra è un ritrovo di vecchietti, che probabilmente scaricati dall'autobus che cercava di piazzargli la gità più batteria di pentole in acciaio inox 18/10, si sono ritrovati in questo contesto. Ovviamente però erano tutti vecchietti molto abbienti, molto chiccosi, molto pre collina.
Nonostante questo continuavo a chiedermi: ma anzichè rubarmi i tramezzini ai gamberetti e bere cocktail da dei bicchieri sberluccicosi che hanno appena sbalzato le varie statue luminose di Padre Pio dalla mia personale top ten degli orrori, questi simpatici signori non dovrebbero essere a casa loro, accuditi dalla badante, a mangiare minestrina?