L'altra sera, complice un po' di malanno e parecchio tempo libero, mi sono decisa a guardare in santa pace un film che desideravo vedere da tempo: "Il divo", ovvero la ricostruzione degli ultimi due anni di governo di Giulio Andreotti, a cui si alternano riflessioni e flashback dal passato. L'ho trovato bellissimo, perfetto, equilibrato e, paragonandolo per esempio con "W." di Stone molto meno caricaturale e molto più centrato sul tema.
Fulcro di questo film è la capacità del politico per eccellenza di manovrare tutte le situazioni, anche quelle più scomode, per il proprio tornaconto; in particolare a un certo punto si fa menzione del suo archivio personale, la cui esistenza, anche solo ventilata, ha fatto tacere più di un personaggio scomodo.
Sarà un caso che esattamente il giorno dopo "il divo vorrei ma non posso" ha agitato lo spettro di un dossier di intercettazioni in grado di far tremare più di una consolidata poltrona? Magari anche lui la sera prima, nella tranquillità di Palazzo Grazioli, ha guardato il film e si è fatto venire qualche idea...