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mercoledì, 17 giugno 2009

Street fashion

Che cosa sarebbe la mia vita se non prendessi i mezzi pubblici? Innanzitutto mi perderei un sacco di materiale antropologico di cui si nutrono questo blog e alcune conversazioni assai proficue e poi non riuscirei ad essere fulminata da intuizioni fondamentali per riciclare un paio di pantaloni ormai confinati in fondo all'armadio che aspettavano soltanto di essere riscoperti, altrimenti rinviati a un tristo destino.
Un viaggio proficuo!

postato da: laurabionda alle ore 19:24 | link | commenti (6)
categorie: moda, frivolezze, antropologia, trasporti, condominio
martedì, 26 maggio 2009

Notte di note

Come in un sogno stanotte, verso la mezzanotte, ha iniziato a suonare un pianoforte da una finestra aperta. E' stato un bellissimo accompagnamento soprattutto quando ho riconosciuto le note de "Le Onde" di Ludivico Einaudi. Ovviamente, essendo le finestre aperte per ragioni di sopravvivenza, si sentivano i vari tangheri ululanti sotto le finestre, appena usciti dalla locale birreria.
Secondo voi i miei colti vicini per lamentarsi del disturbo di chi sono usciti sul balcone?

postato da: laurabionda alle ore 09:39 | link | commenti (4)
categorie: musica, vita, sogni, sonno, condominio
sabato, 18 aprile 2009

Fine settimana

E' decisamente tempo di week end: alla Camera litigano ferocemente per la scelta del giorno più (in)opportuno per il referendum; il Vaticano è in crisi diplomatica con il Belgio perchè il Papa può dire quello che meglio crede ma mai che si possa contraddirlo (chissà dove l'ho già visto questo film) e stanotte, causa massiccia esposizione settimanale a bilancio e partite doppie, ho sognato fatture ed estratti conto che fluttuavano inafferrabili nell'aere di fronte a me...
Mi riposo e intanto mi cerco uno psichiatra bravo...

postato da: laurabionda alle ore 10:34 | link | commenti (4)
categorie: vita, chiesa, religione, ironia, condominio
giovedì, 19 marzo 2009

Pandemia di cretinismo generalizzato

La via dove abito, per altro minuscola, è da anni affetta da un ormai cronico problema di sovraffollamento automobilistico che di solito si concretizza in episodi di guida e parcheggio per così dire creativi. In particolare è questo secondo problema la calamità dei giorni più lieti, perchè l'automobilista medio non è in grado di fare due passi due in più per arrivare alla destinazione prescelta quindi preso da un raptus inarrestabile che lo muove all'acquisto delle costine, o del latte, o a giocare i numeri del lotto, abbandona il suo simpatico mezzo dove meglio gli aggrada.
Ed ecco allora che i suoi colleghi, che magari hanno parcheggiato nell'apposito spazio, quello strano rettangolo bianco che le amministrazioni comunali si divertono a dipingere in terra, si spazientiscono lievemente quando per uscire dal loro posto ci mettono il tempo di Messner durante la prima ascensione all'Everest. Ed ecco ancora che i condomini le cui finestre affacciano sui parcheggi spazientirsi dal costante rumore di clacson.
La parte più bella è però l'insieme di giustificazioni addotte per questo atteggiamento che, se abitassimo in un paese civile, si limiterebbero a una generica aspersione del capo di cenere e rapida scomparsa sgommante: invece no, tutto il contrario; giusto stamane ho assistito a un litigio fra un'automobilista e un'Erinni che si lamentava di essere stata disturbata durante i suoi acquisti, compiuti ovviamente mentre la sua macchina era sistemata in modo da infastidire l'intero globo terracqueo. Ora non riporto l'intero repertorio di insulti ma posso dirvi che era notevole.
Questo è sicuramente uno dei risultati a cui ci abitua una cultura che calpesta sistematicamente le regole anzichè insegnarci a capire il valore del rispetto...

postato da: laurabionda alle ore 09:16 | link | commenti (3)
categorie: antropologia, ironia, cittĂ , traffico, divieti, condominio
martedì, 08 luglio 2008

Prime maledizioni del mattino

Per cominciare bene la giornata auguro a voi, o gruppo di giovani scalcinati che ieri e fino alle 5 di stamattina, stazionavate sotto la mia finestra a ululare, che vi colga un attacco di "Bifidus essensis" collettivo, che vi inchiodi alla tazza per otto settimane di fila, sino al riprendere della scuola, così che non possiate seccare le glorie a me che vorrei dormire almeno un po'.
A tutta la popolazione di automobilisti che da quando c'è la rotonda vicino a casa la scambiano per la pista di rullaggio dell'aeroporto auguro che vi rubino ripetutamente tutte e 4 le gomme, senza neanche aver cura di lasciarvi la vettura sui mattoni, ma direttamente in contatto con la madre terra.
Al vicino che sbatte la porta dell'ascensore anteguerra alle 4 e trenta del mattino e pure il portoncino di casa auguro che almeno la mano rimanga pinzata in una delle due porte, a scelta.
Infine, all'esimio macellaio che alle 7 e qualcosa, proprio sotto la mia stanza, già batte le bistecche auguro invece un approfondito controllo della finanza!

postato da: laurabionda alle ore 09:56 | link | commenti (4)
categorie: adolescenza, automobile, condominio
mercoledì, 18 giugno 2008

Avevo sperato

Avevo sperato, con sentimento anti patriottico-calcistico, che ieri sera la nazionale finisse buttata fuori dagli Europei a calci nel sedere. Non per ragioni particolari, solo per far smettere i maledetti saltatori del piano di sopra di rischiare di fracassare il mio stilosissimo lampadario anni Settanta che, tra le altre cose, penzola praticamente sopra la mia testa.

postato da: laurabionda alle ore 09:09 | link | commenti (1)
categorie: sport, cronaca, condominio
mercoledì, 11 giugno 2008

Gli italiani e l'informazione

Considero l'esempio che sto per farvi lo specchio dell'attitudine tutta italiana per l'informazione, di qualsiasi genere essa sia.
Immaginate una riunione di condominio dove si deve deliberare rispetto all'installazione di un qualche apparecchio per il controllo dell'utilizzo del riscaldamento. L'assemblea decide per l'installazione di questo aggeggio e ognuno dei partecipati torna pacificamente a casa a dormire.
Due dei partecipanti a questa riunione si incontrano casualmente il mattino dopo e uno di questi domanda all'altro dell'effettiva utilità dell'apparecchio che si è deciso di installare; non era più utile forse informarsi in precedenza?
Trovo che questa vicenda sia un singolare e angosciante specchio delle abitudini italiane.

postato da: laurabionda alle ore 09:39 | link | commenti (2)
categorie: antropologia, relazioni, condominio, riscaldamento