Chi sono

Utente: laurabionda
Nome: Laura

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
martedì, 12 maggio 2009

Promesse mantenute

Per ragioni lavorative veleggiavo stamane verso uno dei feudi storici della lega, e già ciò sarebbe bastato a mettermi di cattivo umore, quand'ecco che il super-mega-direttore mi porge magnanimo "La Stampa", dopo aver terminato di leggerla e forse sarebbe stato meglio se avesse continuato.
Gianfranco "anima nera sbianchettata grigia" Fini protesta, per altro legittimamente, contro i provvedimenti varati dall'"altro che porcellum" decreto sicurezza, affermando il sacrosanto diritto a concedere asilo ai rifugiati. Ebbene sua bassezza, l'unto dal Signore, il telepatico, risponde a tali critiche sostenendo che sulle carrette del mare rifugiati non ce ne sono: suo insindacabile giudizio, verita assoluta, non si discute, stop.
Invece ci sarebbe da discutere eccome; forse sua maestà non è stato informato che i rifugiati non sono tutti affascinanti personaggi da film o, peggio ancora, veline che viaggiano su rombanti voli di linea quando non direttamente sul jet privato. Sbagliavo ieri a sostenere che verranno coptati dei selezionatori per valutare gli ingressi in Italia: farà tutto lui, che tanto già sa: come egli sappia non è dato sapere.

postato da: laurabionda alle ore 16:48 | link | commenti (3)
categorie: politica, vita, cronaca, ironia, immigrazione, divieti
lunedì, 11 maggio 2009

Un ottimo inizio

Pare che il ministro più jazz dell'attuale disastrata nazione europea si sia messo in testa una nuova missione impossibile: svuotare il mare con un cucchiaino; una missione che scoraggerebbe il più motivato neo Mac Guyver, ma non il nostro prode ministro, che imperterrito e solitario come ogni buon eroe delle fiabe, intende bloccare i flussi migratori probabilmente con la sola imposizione delle mani, seguendo un suggerimento del suo sotto segretario mago Otelma.
La misura parrebbe colma così e invece no: c'è una seconda missione impossibile a cui si dedica con fermezza l'attuale governo. Parrebbe infatti che occorra dire basta a una società multirazziale; vedo già frotte di selezionatori all'ingresso, provenienti dalle più esclusive discoteche nazionali, sciamare verso Lampedusa chiamati a scegliere chi potrà entrare e chi no. Il padrone potrebbe persino confezionarci un bel reality show, così si unisce l'utile al dilettevole.
Detto questo, per non scoraggiarci subito e andare all'ambasciata di Urano a inoltrare le pratiche per prendere la residenza, sappiate che anche qua attorno non è che si stia meglio. "La Stampa" di oggi riporta la notizia di una famiglia di ebrei viennesi a cui sarebbe stato negato l'affitto di una casa in Tirolo (austriaco) per l'estate con non meglio definite spiegazioni della proprietaria. Ora l'azienda turistica locale è un po' sul piede di guerra con questa simpatica compaesana per la bella pubblicità ricevuta: quando mal comune non è mai mezzo gaudio.
Questo è appena l'inizio della settimana; c'è da chiedersi come sarà il resto...

postato da: laurabionda alle ore 09:00 | link | commenti (2)
categorie: politica, antropologia, cronaca, ironia, divieti
martedì, 24 marzo 2009

Non si può

Non si può criticare l'autorità assoluta, non si può usare il preservativo, non si può morire, non si può vivere, non si può giocare, non si può colorare fuori dai bordi: non sembra anche a voi che la Chiesa sia sempre più diventata il saccente bambino occhialuto che all'asilo comanda tutti e si rifiuta di giocare se non secondo le sue regole? Una certa somiglianza tra l'attuale capo gelataio e Gargamella in fondo l'ho sempre notata...

postato da: laurabionda alle ore 10:04 | link | commenti (6)
categorie: chiesa, ironia, divieti
giovedì, 19 marzo 2009

Pandemia di cretinismo generalizzato

La via dove abito, per altro minuscola, è da anni affetta da un ormai cronico problema di sovraffollamento automobilistico che di solito si concretizza in episodi di guida e parcheggio per così dire creativi. In particolare è questo secondo problema la calamità dei giorni più lieti, perchè l'automobilista medio non è in grado di fare due passi due in più per arrivare alla destinazione prescelta quindi preso da un raptus inarrestabile che lo muove all'acquisto delle costine, o del latte, o a giocare i numeri del lotto, abbandona il suo simpatico mezzo dove meglio gli aggrada.
Ed ecco allora che i suoi colleghi, che magari hanno parcheggiato nell'apposito spazio, quello strano rettangolo bianco che le amministrazioni comunali si divertono a dipingere in terra, si spazientiscono lievemente quando per uscire dal loro posto ci mettono il tempo di Messner durante la prima ascensione all'Everest. Ed ecco ancora che i condomini le cui finestre affacciano sui parcheggi spazientirsi dal costante rumore di clacson.
La parte più bella è però l'insieme di giustificazioni addotte per questo atteggiamento che, se abitassimo in un paese civile, si limiterebbero a una generica aspersione del capo di cenere e rapida scomparsa sgommante: invece no, tutto il contrario; giusto stamane ho assistito a un litigio fra un'automobilista e un'Erinni che si lamentava di essere stata disturbata durante i suoi acquisti, compiuti ovviamente mentre la sua macchina era sistemata in modo da infastidire l'intero globo terracqueo. Ora non riporto l'intero repertorio di insulti ma posso dirvi che era notevole.
Questo è sicuramente uno dei risultati a cui ci abitua una cultura che calpesta sistematicamente le regole anzichè insegnarci a capire il valore del rispetto...

postato da: laurabionda alle ore 09:16 | link | commenti (3)
categorie: antropologia, ironia, cittĂ , traffico, divieti, condominio
mercoledì, 18 marzo 2009

E intanto la barca va...

Mentre la massima preoccupazione italica è la contro- programmazione di "Amici" con "X- Factor", che se la gioca a pari merito con l'invasione dei cani impazziti, mi godo una tiepidissima e soleggiata passeggiata mattutina per il centro della città, innamorandomi ancora una volta di come il sole giochi con certe vetrate dei palazzi storici, o come certi magnifici cortili si nascondano dietro imponenti portoni, o i magici squarci di luce in vie solo apparentemente buie.
Allora mi concedo di pensare e il centro delle mie riflessioni sono le ennesime boutade papali di ieri; secondo l'ometto tedesco travestito da gelataio il preservativo non sarebbe l'unica soluzione contro l'AIDS. Sono d'accordo, soprattutto se viene fatto un uso improprio, tipo una gavettonata di ferragosto per i corridoi dei palazzi vaticani non serve proprio a niente. Ma finora è l'unica cosa che per certo arresti il contagio, soprattutto laddove, come nei paesi africani, il tasso di diffusione è molto elevato.
Certo la soluzione papista la farebbe molto più semplice; la soluzione proposta è l'astinenza sessuale. Si chiede all'uomo di avvicinarsi sempre più a uno stato di santità in terra, mentre questa chiesa si dimentica sempre più del magistero su cui è fondata, cioè la presunzione dell'esistenza di un dio fatto uomo, quindi limitato, quindi "carnale", quindi con desideri, pulsioni e passioni che è inutile cercare di spazzare sotto il tappeto.
Con questo atteggiamento di negazione aprioristica sicuramente si allontaneranno sempre più fedeli, vista anche l'assenza di risposte concrete su problemi reali; questa chiesa assomiglia sempre più a un Titanic...

postato da: laurabionda alle ore 10:46 | link | commenti (1)
categorie: chiesa, religione, ironia, divieti
martedì, 03 marzo 2009

Forme di integralismo

Mercedes Bresso, poco più di un mese fa in merito alla vicenda Englaro, aveva sostenuto che "non siamo una repubblica degli ayatollah"; a oggi, leggendo il giornale, non c'è tanto da stare allegri, in quanto fioccano divieti, minacce di scomuniche ad divinis e anatemi da ogni dove.
Dopo la riammissione dei vescovi negazionisti ecco un altro loro prode collega affermare dalle colonne de "La Stampa" che l'aborto avrebbe fatto più vittime dell'Olocausto. Ed ecco i politici cattolici intrallazoni che si precipitano a lamentarsi di non essersi spartiti la loro fetta di torta nell'indegna vicenda del Premio Grinzane Cavour sentendosi così poco rappresentati.
L'impressione generale che se ne ricava è che più che curarsi delle anime le alte gerarchie ecclesiastiche si stiano curando solo del proprio tornaconto; un arroccarsi in posizioni conservatrici che non paga sicuramente in termini di immagine e non risolve il sempre attuale problema dell'allontanamento dei fedeli.

postato da: laurabionda alle ore 10:28 | link | commenti (3)
categorie: chiesa, riforme, divieti