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mercoledì, 04 novembre 2009

Non è più il paese dei balocchi

Contrordine. Non è come pensa la Lega. Alle frontiere non premono più immigrati che cercano di entrare in Italia ma piuttosto la tendenza si sta invertendo; leggendo diversi articoli apparsi ultimamente sui quotidiani si evidenzia, a seguito della crisi, un fenomeno in preoccupante crescita che vede coloro che sono immigrati in Italia cercare di fare ritorno al loro paese. L'epica di un fallimento: se ci fosse ancora uno Steinbeck avrebbe di che scrivere; e per chi ritorna è doppiamente dura, specie per quelli che qui si sono creati una famiglia e hanno cresciuto i figli. Lo scorno, l'ammissione del fallimento, il riconoscimento che tutti stiamo in una barca che sta lentamente prendendo il largo senza timoniere. Allora forse è meglio tornare a casa, da orizzonti conosciuti, dove non si deve sfidare la diffidenza (quando va bene) o il razzismo dilagante di un paese incapace di accettare la diversità e di ricordarsi il proprio stesso passato di migranti. Ciò dovrebbe fare riflettere, molto più e ben aldilà delle rassicurazioni e delle previsioni di crescita che ci vengono sciorinate ogni giorno da programmi di approfondimento e tg. C'è chi almeno ha un posto a cui tornare; noi riprenderemo ad andare?

postato da: laurabionda alle ore 15:41 | link | commenti (1)
categorie: politica, economia, antropologia, immigrazione
giovedì, 16 luglio 2009

Promesse da marinai

A leggere oggi "La Stampa" parrebbe proprio che la ricostruzione super rapida dopo il terremoto in Abruzzo in fondo non avverà così velocemente; a tutta prima pare per motivi burocratici, ad approfondire per motivi speculativi e, in terzo luogo poichè le case, che non sono costruite con i Lego, necessitano di tempo per essere messe in piedi. Il vero colpo d'artista sta, come al solito, nello scaricare le responsabilità in conto terzi, senza mai assumersele rispetto a ciò che si dice: ma questa parrebbe essere l'Italia di questi tempi.
Stessa scena durante la conferenza stampa di presentazione del decreto economico di programmazione, comunemente detto finanziaria: niente di più bello mai prodotto prima, lodi e incensi e la solita promessa di eliminare le tasse perchè, come qualcuno ebbe a dire, "se si può le tasse si devono evadere". Ovviamente tutti si guardano bene dal fare presente che uscita dalla porta una tassa rientrerà gioco forza dalla finestra perchè lo stato, specie in questo momento, non può permettersi un calo delle entrate.
Parrebbe però che basti il semplice promettere per far capitolare anche i migliori...

postato da: laurabionda alle ore 08:24 | link | commenti (3)
categorie: politica, economia, cronaca, ironia, terremoto
mercoledì, 18 marzo 2009

Sono pienamente d'accordo a metà col mister

"Stiamo meno peggio di paesi che si credeva stessero meglio e invece stanno peggio" - Giulietto "Lichtenstein" Tremonti.

Che il compleanno di Trapattoni abbia influenzato la sua grammatica?

postato da: laurabionda alle ore 19:26 | link | commenti (1)
categorie: politica, economia, ironia
martedì, 10 marzo 2009

Foschi orizzonti

Che crollo d'ispirazione verticale: sarà il vento che ha spazzato la città ieri e mi ha reso di umore davvero instabile ma continuo a vagare insoddisfatta. Neanche la normale capronaggine giornalistica mi da più gusto, anche perchè ormai i quotidiani si sono trasformati in un continuo inseguimento delle storie più truculente di cronaca nera e, ogni tanto, si sente il bisogno di staccare. Staccare dalla violenza delle parole, dall'inutile "giornalismo da macelleria" che intanto ci distrae dalle più fosche previsioni di catastrofe economica.
E' stato annunciato ieri che questa crisi economica produrrà, solo in Europa, tra quest'anno e il prossimo, sei milioni di disoccupati: un disastro di proporzioni epiche, che però il nostro presidente dello sconsiglio continua a minimizzare, accusando i media di inutile allarmismo. I conti fanno acqua da tutte le parti, la nave affonda e l'orchestrina invece suona.
Forse ci sta suggerendo che potremmo tutti trovare il nostro prossimo impiego nelle sue televisioni?


postato da: laurabionda alle ore 10:14 | link | commenti (4)
categorie: politica, vita, lavoro, economia, cronaca, ironia, giornalismo
lunedì, 12 gennaio 2009

Egalité, fraternité, stupidité

"Comprala comprala, tanto gli italiani sono un popolo di gonzi, mi hanno persino eletto tre volte". Così dev'essere andato, grossomodo, il dialogo fra l'imperatore più piccolo d'Italia e l'amministratore delegato di Air France.
E' fatta, la cosa più ovvia e prevedibile degli ultimi anni di storia politico economico italiana, l'aspettando Godot in salsa tricolore, è ora completa: Air France è il partner straniero della cordata CAI: e chi ne è sorpreso? Forse giusto lo scopritore dell'acqua calda. Ma del resto non c'è di che stupirsi: l'azienda straniera ha visto, con occhio acuto, la possibilità di gettarsi su un'offerta sgravata da qualsiasi forma di debito, che riposa  invece pacificamente sulla testa del contribuente tapino. Roba da gettarcisi come squali.
Inutile sottolineare l'inqualificabile comportamento del governo, che agisce come il peggiore dei CdA, che dopo anni di amministrazione allegra va dallo Stato a piangere i soldi per la cassa integrazione. Inutile sottolineare quanto l'italico medio, convinto e segretissimo elettore del venditore di bufale meneghino sia in realtà convinto di aver fatto l'affare della sua vita.
Complimenti!

postato da: laurabionda alle ore 18:32 | link | commenti (3)
categorie: politica, economia, cronaca, ironia
mercoledì, 15 ottobre 2008

Aspetti inquietanti

Non so voialtri ma a me quando Silviuccio e Giulietto ministruccio dell'economia si mettono a parlare di finanze mi prende impellente il bisogno di cucirmi quei pochi, miserrimi soldi che ho nel materasso.
Sarà quella "erre" moscia, quell'aria da Quattrocchi primo della classe, ma è assodato che con anni e anni di finanziare champagne ora Tremonti non è proprio che possa candidarsi al prossimo Nobel per l'economia. Silvio non ne parliamo, nella sua fretta di essere Presidente "ghe faso tuto mi" del Consiglio (d'amministrazione) dispensa a destra e a manca consigli per gli investimenti: una specie di variante borsistica degli spot delle sue televisioni.
Nel pratico sicuramente qualcosa che non va in quest'economia c'è: oggi sono andata a fare la spesa e per due kg di mele più uno e mezzo di banane ho speso 7 euro; ne ho avuto un'immagine inesorabilmente triste. Il negozio di oreficeria, precedentemente frutta e verdura, deserto, ma nel negozio di abbigliamento dove mi ero recata poco prima sembrava impossibile trovare qualcosa che non fosse arrivato il giorno prima.
Rimarremo in mutande metaforicamente, ma mai fisicamente: che consolazione!!

postato da: laurabionda alle ore 19:12 | link | commenti (6)
categorie: politica, economia, antropologia, ironia, società
mercoledì, 16 luglio 2008

Questa mattina non solo mi si è sgretolato il biscotto, ma mi è precipitato sui pantaloni del pigiama, segno inequivocabile di una notizia sconvolgente, oltre che di un certo grado di sonnolenza.
Questa mattina ho scoperto, con sommo orrore, di condividere un'opinione con Giulio Tremonti e mi sono un po' spaventata; dalle colonne de "La Stampa" il fido ministro della borsa del Lichtenstein metteva in allarme sui rischi della attuale situazione economica internazionale.
Ripresami dallo shock ho però fatto in tempo ad analizzare uno strano fenomeno di dissociazione: com'è che dopo una prima legislatura di finanza champagne adesso il buon Giulietto si accorge della crisi e tira i cordoni della borsa? Noi le sue precedenti scemenze e cantonate economiche le abbiamo già pagate e adesso gioca a fare il premio Nobel dell'economia.
Ci attendono tempi duri e credo abbastanza bui; ma ora non se ne può parlare, bisogna scegliere la meta della vacanza estiva!

postato da: laurabionda alle ore 08:47 | link | commenti (4)
categorie: politica, economia, cronaca