I ricercatori di una qualche utile università hanno fatto una nuova scoperta: le foto delle dive sono ritoccate e il continuo proporre un modello di perfezione irreale alle donne normali le rende depresse.
Davvero ci voleva un fondamentale articolo su "La Stampa" a ricordarcelo; davvero non ci aveva mai sfiorato il sospetto che Nicole Kidman avesse una fronte che sta a metà tra il miracolo chirurgico e quello architettonico. Le labbra della Parietti ci paiono assolutamente naturali. Per non parlare del sedere di Eva Longoria e del seno di Monica Bellucci. Miracoli della natura, tardivi sviluppi, "improvements" subitanei e inaspettati. Le foto in pose così normali e rilassate ci avevano suggerito un'idea di "grace under pressure", nulla più.
La società pretende una donna perfetta, non solo nell'aspetto esteriore, ma sul lavoro, il famiglia, ovunque: mai rivelare una crepa, mai una smagliatura: la colpa di qualsiasi fallimento e sciagura, lavorativo o matrimoniale che sia, ricadrà inesorabilmente su di lei.
L'aspetto esteriore è solo un sintomo di questa generale attitudine, che ci spinge ad avere una taglia 40 anche se siamo alte 180 cm e ci accasciamo come fuscelli al vento, altrimenti si è inesorabilmente out. E il prezzo della perfezione a volte e duro, durissimo, specie con chi non ha forza di carattere per fregarsene dei modelli precostituiti e mandare tutti al diavolo.
Allora non ci resta che essere come siamo, senza troppi patemi: forse anche Demi Moore, nonostante tutto il botulino e la chirurgia estetica più o meno invasiva, al mattino può sembrare una Mafalda spettinata e, finalmente, normale.