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giovedì, 29 ottobre 2009

Quando la disinformazione danneggia

In Italia la conoscenza della medicina di base è tra le peggiori d'Europa: basta guardare, solo per citare gli ultimi lampanti esempi, le statistiche sulla conoscenza delle malattie sessualmente trasmissibili e la loro prevenzione e il panico che si sta scatenando per la cosiddetta influenza "suina". Siamo i cittadini peggio informati e le grandi case farmaceutiche si fregano le mani solo a sentirci parlare: siamo infatti, sempre statistiche alla mano, tra i maggiori consumatori di medicinali, che abitano le credenze delle nostre case magari per anni salvo poi finire in un contenitore, per altro non differenziato, quando inevitabilmente diventano scaduti e quindi inutilizzabili. Adesso per l'appunto è scoppiato il panico dell'influenza: qualsiasi medico si è già sgolato per precisare, e i decessi già avvenuti lo confermano, che questa forma virale è particolarmente perniciosa solo per coloro i quali si trovano già in precarie condizioni di salute; è quindi consigliabile non intasare pronti soccorsi e studi medici al primo colpo di tosse.
Ma saranno ascoltati questi inviti? Nel mio innato pessimismo temo di no, piuttosto che fidarsi di un medico sempre meglio accendere dei ceri rituali oppure correre in cerchio, per somma soddisfazione di coloro a cui l'ospedale servirebbe davvero...

postato da: laurabionda alle ore 19:13 | link | commenti
categorie: salute, medicina, ignoranza, abitudini
mercoledì, 26 novembre 2008

Mi auguro

Voglio sperare che certi titoli di giornale siano mero sensazionalismo, altrimenti ci tocca indagare assai in profondità sui mali che sempre di più attanagliano questa società ormai giunta all'ammazza caffè.
E' di ieri la notizia che sono stati finalmente assicurati alla giustizia i quattro ragazzi che ammettono di aver appiccato il fuoco a un barbone a Rimini. "Volevamo divertirci", questa l'inqualificabile giustificazione addotta dal gruppo; sai lui come se l'è spassata, viene semplicemente da ribattere. Poi però si fissa meglio il giornale, da dove ci si aspetta di vedere emergere delle immagini proto-neandartheliane, da minus habens, perchè probabilmente sarebbe più facile individuare in un evidente deficit mentale la causa di tutto ciò.
Invece no, non c'è un appiglio così facile; l'unica conclusione a cui si può giungere è che ci sia un tale livello di diffusa ignoranza, di razzismo, di mancato rispetto per il prossimo, ormai trasversale a ogni classe e a ogni fascia di popolazione. Quello che stupisce è che si possa considerare un barbone meno di una persona e quindi si possa persino pensare di trasformarlo in una torcia per il caminetto senza che nulla accada a chi compie il fatto.
Intanto la classe politica continua ad alimentare fuochi e fuocherelli, ignorando deliberatamente le conseguenze del proprio nefasto esempio...

postato da: laurabionda alle ore 10:30 | link | commenti (3)
categorie: politica, cronaca, societĂ , ignoranza
mercoledì, 17 settembre 2008

I tempi cambiano

Quando ero piccola, per ovviare a una curiosità senza limiti che a momenti non lasciava ai miei genitori il tempo per andare in bagno, mia madre mi spinse progressivamente a leggere il giornale; era una lettura guidata ovviamente, epurata dall'analisi dei fatti più truculenti, ma pur sempre una lettura. Anche la maestra elementare incoraggiava questa pratica nella convinzione che più avremmo letto, più avremmo imparato a scrivere.
Oggi, guardando i titoli del giornale, riflettevo sul fatto che questa pratica risulterebbe altamente sconsigliabile; non solo la qualità generale è peggiorata, ma la scrittura stessa raggiunge livelli infimi, ovviamente per mantenere il suo appeal su una popolazione che, evidentemente, è sempre più ignorante.
Non si legge più, non parliamo poi di scrivere; quindi non dovrebbe stupirmi più di tanto il fatto che un giornalista scriva un pezzo con termini degni del peggior romanzo di Moccia. Al posto di Twain o Calvino adesso ai ragazzini si rifila Dan Brown, eppure non mi sembra di parlare di preistoria.
Eppure i tempi cambiano, non sempre in meglio a quanto pare.

postato da: laurabionda alle ore 11:40 | link | commenti
categorie: vita, scuola, giornalismo, istruzione, ignoranza
venerdì, 29 agosto 2008

Danni permanenti

Tornavo a casa dallo studio medico, attività che ha il potere di indispormi potentemente contro l'umanità in generale, e mi tocca sentire l'esternazione di un malaugurato bambino il quale, aggrappato al braccio della madre, le chiede: "ma dove sono gli zingari?ma è vero che mi portano via?"
La persuasione, il martellamento televisivo funziona; i genitori di questo bambino sono ignoranti e probabilmente alleveranno un degno erede. E' tempo di caccia alle streghe: ingenua io che pensavo che il trend di quest autunno fossero le giacche a vita strizzata!
Ma chi risarcisce me dai danni che questa ignoranza diffusa genera?

postato da: laurabionda alle ore 11:04 | link | commenti (3)
categorie: antropologia, cronaca, giornalismo, cittĂ , ignoranza
giovedì, 31 luglio 2008

Mi corre l'obbligo

Gentili giornalisti,
titolisti, cronachisti, o chi per voi, potreste per cortesia smetterla di riempire i giornali di notizie non solo improponibili da un punto di vista realistico, ma anche da quello grammaticale?
E' di stamattina, su "La Stampa", la notizia che a una cantante libanese uccisa a Dubai sarebbe stata "strappata la faccia"; a parte l'impossibilità tecnica della cosa, vogliamo discutere della frase da tema splatter di un bambino esagitato di terza elementare?
Capisco che la stagione sia grama, che non vi basti più parlare dell'ampliamento della tenuta dell'imperatore, dei disegni di legge mal scritti per fare dispetto agli immigrati che poi finiscono per ritorcersi contro agli stessi italiani, del "brunettismo" dilagante nelle amministrazioni e della sempre più precaria posizione dei precari però vorrei rivolgervi un accorato appello.
Se non sapete fare i giornalisti ammettetelo, venite serenamente a patti con la cosa e inventatevi un altro mestiere: con l'aria che tira panettieri, verdurieri e macellai guadagnano sicuramente di più. In mancanza di rinuncia, qualora il sacro fuoco della scrittura proprio vi bruciasse inesorabilmente, vedete almeno di comprare un vocabolario per alimentare la fiamma!

postato da: laurabionda alle ore 09:08 | link | commenti (1)
categorie: cronaca, giornalismo, ignoranza